L’avvocato della famiglia Cesaroni sull’omicidio di via Poma: “Rappresenta una sconfitta per tutto il sistema giudiziario italiano”.

Torna in prima pagina l’omicidio di via Poma con le dichiarazioni del legale della famiglia Cesaroni che chiede un segnale da parte della Procura parlando di una sconfitta per tutto il sistema giudiziario italiano e della possibilità di riaprire l’indagine.

Omicidio via Poma, il legale della famiglia Cesaroni: “L’indagine si può riaprire in qualsiasi momento”

L’omicidio di via Poma rappresenta una sconfitta per tutto il sistema giudiziario italiano, una sconfitta per lo Stato. Per la famiglia il dolore non cambia, hanno questa ferita che non si chiuderà mai anche alla luce di alcuni dubbi che non sono stati sgombrati. L’indagine si può riaprire in qualsiasi momento ma a questo punto serve un segnale dalla Procura che in questi ultimi anni però non è arrivato“, ha dichiarato l’avvocato Federica Mondani, legale della famiglia Cesaroni come riportato dall’Ansa.

Simonetta Cesaroni via Poma
Fonte foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Delitto_di_via_Carlo_Poma

Si tratta sostanzialmente di una richiesta mirata alla riapertura delle indagini nel tentativo di fare luce su una delle pagine di cronaca nera ancora irrisolte. I tanti dubbi che circondano la vicenda meriterebbero di essere approfonditi e risolti.

L’omicidio di Simonetta Cesaroni

Il caso è quello della morte di Simonetta Cesaroni. È il 7 agosto 1990 quando in uno stabile in via Poma viene ritrovato il corpo senza vita della 21enne Simonetta Cesaroni, uccisa con ventinove coltellate. Ad oggi si tratta sostanzialmente di un caso irrisolto. E non a caso la legale della famiglia Cesaroni nel 2020 parla di una sconfitta per tutto il sistema giudiziario italiano.

Coronavirus, online la nuova autocertificazione

TAG:
cronaca evidenza Simonetta Cesaroni via poma

ultimo aggiornamento: 04-08-2020


Inchiesta su ospedali Covid in Campania, quattro indagati

Per il giudice lo stato di emergenza ‘è incostituzionale’. Annullate multe per violazioni in lockdown