Assisi, Davide Piampiano: omicidio volontario

Assisi, Davide Piampiano: omicidio volontario

Le indagini sulla morte del giovane di Assisi arrivano ad una svolta: arrestato il presunto autore dell’omicidio.

Il 25enne Davide Piampiano, morto durante una battuta di caccia sul monte Subasio in provincia di Perugia è stato ucciso. Arriva la svolta nelle indagini sulla morte del giovane di Assisi. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Perugia nei confronti di un uomo, residente ad Assisi, individuato quale presunto autore dell’omicidio del giovane.

Le indagini della Procura hanno portato il gip a constatare gravi indizi di colpevolezza per il reato volontario con dolo eventuale. Dopo le dichiarazioni fornite dai testimoni è stata fatta una prima ricostruzione della dinamica che aveva portato a pensare che la vittima si trovava a caccia con un altro amico e che un terzo cacciatore, non impegnato con loro nella battuta ma residente in quella località, aveva trovato la vittima in fin di vita dopo aver udito in lontananza uno sparo ed essersi avvicinato per verificare se i due fossero riusciti ad abbattere un cinghiale.

Carabinieri

La nuova ricostruzione porta al dolo

L’autopsia ha sollevato molti dubbi sull’ipotesi che il colpo fosse esploso accidentalmente dalla stessa vittima. Nuove indagini dei carabinieri hanno consentito una nuova ricostruzione della dinamica dei fatti. Sul luogo dell’incidente dell’11 gennaio i carabinieri hanno sequestrato telefoni, armi e indumenti e anche una GoPro della vittima i cui filmati hanno permesso di stabilire che il colpo non fosse esploso dal fucile della vittima ma da un terzo.

Secondo il filmato questi avrebbe cercato di depistare le indagini alterando lo stato dei luoghi e scaricando l’arma della vittima, disfacendosi del proprio fucile e della propria giacca da caccia e soprattutto omettendo di chiamare tempestivamente i soccorsi, avvisati solo dopo vari minuti da un altro giovane. Il comportamento ha consentito di ipotizzare a carico dell’autore dello sparo che “con la sua scelta di non chiamare immediatamente i soccorsi accettato il rischio che il soggetto colpito potesse morire” ipotizza il dolo.

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