Operazione contro il caporalato in Puglia. Sette persone sono finite in manette per aver sfruttato un gruppo di braccianti.

FOGGIA – Nuova operazione contro il caporalato in Puglia. Sono sette le persone finite in manette per aver sfruttato un gruppo di braccianti arruolati a Borgo Mezzanone o nel ghetto di Rignano Garganico. Le indagini continueranno nelle prossime settimane per cercare di ricostruire meglio quanto successo e, soprattutto, capire se altre persone sono coinvolte in questa vicenda.

Gli interrogatori da parte degli inquirenti potrebbe essere fondamentale per capire da quanto tempo andava avanti questa associazioni e quante persone sono state arruolate da questo gruppo di imprenditori agricoli.

L’indagine

L’indagine è iniziata nei giorni scorsi e si è conclusa con il fermo di cinque persone. “Gli accertamenti – la posizione del maggiore Ivano Bigica riportato da La Repubblica hanno evidenziato come una cooperativa si comportava come una agenzia interinale, assumendo i lavoratori ma eludendo i controlli e consentendo lo sfruttamento illecito di manodopera: era una società schermo“.

Gli accertamenti, infatti, hanno evidenziato come gli operai venivano assunti dalla società che cercava personale, ma non versava contributi o faceva rispettare contratti e le regole di sicurezza. Gli approfondimenti continueranno nelle prossime settimane e non sono escluse delle novità importanti.

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Carabinieri
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Bellanova: “Ancora una volta la legge si dimostra fondamentale”

L’operazione è stata commentata dall’ex ministra Teresa Bellanova. “Ancora una volta – il commento sui social dell’esponente di Italia Viva – i controlli previsti dalla legge contro il caporalato si dimostrano fondamentali per il contrasto di questa terribile piaga che affligge lavoratrici e lavoratori, costringendoli a condizioni di lavoro disumane e privandoli della loro dignità e dei loro diritti […]”.

Dobbiamo proseguire con convinzione – ha aggiunto – il lavoro già iniziato per rafforzare la norma anche nella parte della prevenzione ed assicurare così un’ulteriore, irrinunciabile strumento per il contrato dei caporali e dei loro metodi mafiosi“.


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