Origine degli Euro Scritturali: solo le banche possono emetterli?

Una moneta virtualmente infinita

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L’origine degli Euro scritturali è appena precedente all’entrata in circolazione dell’Euro cartaceo. Oggi ci sono risvolti potenzialmente rivoluzionari.

Gli istituti di credito all’origine degli Euro Scritturali

La valuta scritturale è un tipo di valuta prodotta attraverso un procedimento contabile. 

L’Eurozona ha conosciuto l’Euro Scritturale nel periodo intercorso tra il 1999 e il 2001, quando banconote e monete in Euro non erano ancora state stampate. In quel periodo fu possibile aprire presso le banche conti in moneta unica e utilizzare il denaro che vi fosse presente per effettuare bonifici e altre transazioni legalmente riconosciute. La moneta così prodotta non poteva essere prelevata né in alcun modo convertita in valuta che fosse concretamente in circolazione (in Dollari o Lire ad esempio).

All’epoca furono naturalmente gli istituti bancari all’origine degli Euro Scritturali, poiché ad essi si riconosceva il diritto di emettere questo tipo di moneta, fermo restando che fosse un’operazione possibile soltanto perché l’Euro non è una moneta rappresentativa: non c’è necessità quindi di una perfetta corrispondenza tra la quantità di moneta emessa e la quantità d’oro presente nelle casse della Banca che la emetta.

C’è un’altra enorme differenza tra l’emissione di denaro scritturale e denaro in forma cartacea: nell’Unione Europea l’emissione di denaro cartaceo è riservata per legge esclusivamente al Sistema Europeo delle Banche Centrali. Non viene fatta invece alcuna specifica in merito all’emissione di valuta scritturale.

Questa mancanza nel corpo delle leggi europee è stata utilizzata come punto fondamentale di una nuova visione dell’Euro Scritturale.

Il principio di eguaglianza è valido anche in finanza?

Di recente è stato sollevato questo quesito: è possibile allargare il diritto a creare denaro scritturale ai privati cittadini? 

Qualcuno, come l’avvocato Marco Della Luna, sostiene a gran voce di sì, invocando l’applicazione dell’Articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana in merito all’eguaglianza e alla non discriminazione.

Della Luna mette a disposizione dei cittadini un modello da compilare (sotto riportato) con il quale un privato può dichiarare la creazione in proprio di una certa somma di denaro, con la quale saldare debiti contratti con le banche.

E’ naturale che le banche rifiutino un pagamento del genere: in questo caso, sostiene ancora il Della Luna, si dovrà comunque considerare estinto il debito, poiché per legge non è possibile rifiutare l’Euro come mezzo di pagamento finale.

Scrittura contabile di creazione di euro scritturali

 

________________CF Residenza:_______________

Esercizio giornale 2017
Esercizio bilancio 2017
Data registrazione ——–2017
Causale: Pagamento residuo debito, interessi, spese
Creatore-emittente:

Data di ultima modifica: oggi

Valuta scritturale: Euro

CONTI
ContoDescrizioneDareAvere
Cassa moneta scritturale100
Ricavi da creazione di moneta scritturale100
CONTI
Saldo c.s.100
Commiss., interessi, spese bancarie ad oggi, salva verifica0
Cassa moneta scritturale100

Ovviamente si tratta di un fantasioso esercizio di stile, che ignora (o finge di ignorare) una buona parte delle leggi vigenti, nazionali e internazionali. (Se davvero fosse così semplice infatti, verrebbe da chiedersi perché questa pratica non sia abituale per aziende e personalità che hanno fior di consulenti finanziari). Tuttavia il fenomeno, attraverso il passa parola incontrollato e non verificato sul Web, sta raggiungendo un numero considerevole di interessati. Per questo motivo, sulla pratica è dovuta intervenire anche la Banca d’Italia, che in un comunicato smentisce ufficialmente qualsiasi fondamento o validità giuridica degli “Euro scritturali” così come presentati.
certificato_unicasim