Massacrati con un tubo di rame: “Voleva rubarci l’auto”

Massacrati con un tubo di rame: “Voleva rubarci l’auto”

Le vittime dell’aggressione sono stati padre e figlia, picchiati brutalmente da un magrebino: cercava di rubare la loro auto.

Una bambina e suo padre sono stati picchiati a Prato, in Toscana, con un tubo in rame da un uomo che stava cercando di rubare loro la macchina. Il ladro ha rubato alcuni oggetti di valore ai due, per poi darsi alla fuga.

L’aggressione

La violenta vicenda è avvenuta domenica 18 settembre, quando padre e figlia – due immigrati cinesi – hanno sorpreso l’uomo tornando alla loro Bmw. I due avevano parcheggiato l’auto in via Amalfi, prima di svolgere alcune commissioni.

Una volta giunti al parcheggio però, hanno notato un uomo – un 43enne magrebino – che stava cercando di aprire la portiera della macchina con un amo da pesca. Era chiaro che l’uomo avesse intenzione di rubare la vettura, ma vedendosi smascherato ha iniziato ad agire violentemente contro il proprietario dell’auto e sua figlia.

Il ladro a quel punto ha iniziato ad urlare e inveire contro il cittadino cinese, che a sua volta ha risposto a tono alla sua reazione. Improvvisamente il 43enne ha preso in mano un tubo di rame colpendo prima l’uomo e poi la figlia.

Prima di fuggire, è riuscito a rubare rapidamente una collanina d’oro e 5 euro in contanti. I presenti hanno subito allertato le forze dell’ordine e il 118. Fortunatamente, né il padre che la bambina hanno riportato ferite gravi.

L’arresto del ladro

La fuga del 43enne tuttavia è durata poco. Dopo la segnalazione, i carabinieri hanno rintracciato e fermato il magrebino, con precedenti penali e senza fissa dimora, per poi riconsegnare la refurtiva ai legittimi proprietari.

Il Tribunale di Prato ha convalidato per l’uomo l’arresto ma è stato lasciato a piede libero, predisponendo solo l’obbligo di firma.