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I Paesi europei più ricchi nel 2030: chi guiderà la classifica secondo il FMI
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I Paesi europei più ricchi nel 2030: chi guiderà la classifica secondo il FMI

Città di Dusseldorf in Germania

Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale indicano quali Paesi europei avranno il PIL pro capite più alto nel 2030.

Quali saranno i Paesi europei più ricchi nel 2030? Secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, la mappa della ricchezza in Europa continuerà a premiare soprattutto il Nord e l’Ovest del continente, con poche variazioni davvero clamorose rispetto alla situazione attuale.

Il dato preso in considerazione è il PIL pro capite, cioè la ricchezza prodotta in rapporto alla popolazione. Ma per leggere bene la classifica bisogna distinguere tra valore nominale e parità di potere d’acquisto, spesso indicata con la sigla PPP o PPA. Quest’ultima tiene conto del diverso costo della vita nei singoli Paesi e permette di capire meglio quanto valga davvero il reddito medio in termini di beni e servizi acquistabili. Il database del World Economic Outlook del FMI consente di confrontare sia il PIL pro capite nominale sia quello corretto per potere d’acquisto.

bandiera inglese regno unito
bandiera inglese regno unito

Irlanda davanti a tutti, ma il dato va letto con cautela

In termini di PIL pro capite a parità di potere d’acquisto, nel 2030 l’Irlanda dovrebbe superare il Lussemburgo e diventare il Paese europeo più ricco tra i 41 considerati nell’analisi di Euronews Business. Alle sue spalle dovrebbero restare proprio il Lussemburgo, poi Norvegia, Svizzera e Danimarca, che completerebbero la parte alta della classifica.

Il primato irlandese, però, non va interpretato in modo automatico come sinonimo di maggiore benessere reale per tutti i cittadini. L’economia dell’Irlanda è infatti influenzata in modo significativo dalla presenza di grandi multinazionali, che possono gonfiare il PIL rispetto alla ricchezza effettivamente distribuita nel Paese. Per questo alcuni economisti ritengono più utile guardare anche al reddito nazionale lordo, soprattutto quando si valuta il caso irlandese.

Tra le grandi economie europee, la Germania dovrebbe restare la più forte in termini di potere d’acquisto, piazzandosi davanti a Francia, Regno Unito, Italia e Spagna. L’Italia, secondo la classifica riportata dall’analisi, dovrebbe trovarsi intorno al diciottesimo posto, mentre la Spagna risulterebbe più indietro, al ventiduesimo.

L’Europa resta divisa tra Nord ricco e Paesi candidati in coda

Il quadro generale mostra una frattura ancora evidente. I Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale continuano a occupare le prime posizioni, mentre molti Paesi candidati all’ingresso nell’Unione Europea restano nella parte bassa della classifica. Ucraina, Kosovo e Moldavia figurano tra le economie più deboli, mentre la Turchia rappresenta un’eccezione, perché dovrebbe piazzarsi davanti ad alcuni Stati membri dell’UE come Bulgaria, Lettonia e Grecia.

Interessante anche il confronto tra dati nominali e dati corretti per il potere d’acquisto. Paesi come Malta, Romania, Polonia e Turchia risultano più forti se si considera il costo della vita, mentre realtà come Regno Unito, Islanda, Estonia e Lettonia scendono nella graduatoria PPP rispetto a quella nominale.

In euro nominali, invece, il divario appare ancora più ampio: secondo le proiezioni citate, nel 2030 il PIL pro capite andrebbe dai circa 7.276 euro dell’Ucraina ai 152.417 euro del Lussemburgo. Tra i Paesi UE, la Bulgaria resterebbe in fondo con circa 28.086 euro, mentre Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Austria continuerebbero a collocarsi nella fascia alta.

La fotografia finale è quindi chiara: nel 2030 l’Europa sarà mediamente più ricca, ma non necessariamente più equilibrata. Le classifiche si muoveranno poco e il divario tra economie avanzate del Nord-Ovest e Paesi dell’Est o candidati all’UE resterà uno dei grandi nodi economici del continente.

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ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2026 10:13

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