Una sentenza recente fa chiarezza su un punto spesso non chiaro

Chi paga il TFR in caso di cessione dell’azienda? L’azienda cessionaria si fa carico del TFR maturato con l’azienda cedente in virtù del vincolo di solidarietà.

Quando si percepisce il Trattamento di Fine Rapporto?

Il trattamento di fine rapporto è una somma che il datore di lavoro è tenuto a corrispondere a un proprio dipendente nel momento in cui costui venga licenziato, si licenzi o vada in pensione.
L’importo del TFR è pari alla retribuzione annuale del dipendente diviso per 13,5. A questa somma si aggiunge la rivalutazione dell’importo accantonato nell’anno precedente.
Il TFR viene in realtà “anticipato” dal lavoratore, il quale si vede detrarre mensilmente una certa percentuale della propria busta paga, che viene messo a disposizione dell’azienda. L’azienda utilizza tale liquidità come se fosse a tutti gli effetti un proprio capitale, impegnandosi a restituirla al lavoratore al momento della cessazione del rapporto lavorativo.
Per i rapporti di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e collaborativa (Co.Co.Co.) non è previsto alcun TFR.

Chi paga il TFR nel caso di cessazione dell’azienda?

Ci sono situazioni in cui non è immediato stabilire se e come l’azienda è tenuta a pagare il TFR.
Nel caso di insolvenza dell’azienda e a seguito dell’apertura di una procedura legale, il TFR viene erogato al lavoratore dal Fondo di Garanzia attraverso l’INPS.
Analizziamo ora il caso di una cessazione d’azienda: una cessazione d’azienda avviene quando un’azienda, fallita o in via di fallimento, viene rilevata da un’altra azienda (cessionaria). I dipendenti dell’azienda cedente vengono automaticamente assunti dall’azienda cessionaria e mantengono tutti i crediti di cui godevano al momento del trasferimento.
In virtù del cosiddetto vincolo di solidarietà l’azienda cessionaria è obbligato a versare al lavoratore sia la quota maturata durante il periodo in cui il lavoratore è stato alle dipendenza dell’azienda ceduta, sia la quota che il lavoratore maturerà negli anni alle dipendenze dell’azienda cessionaria.
A ribadirlo è stata recentemente l’ordinanza della Corte di Cassazione n.164 dell’ 8 Gennaio 2016.

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