Tra le domande che ci si può porre sul tema del lavoro vi sono anche quelle inerenti al tfr, chi paga questo trattamento anche in situazioni straordinarie.

Tfr e il suo pagamento

Il Tfr è il trattamento di fine rapporto che va dato alla lavoratrice o al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro con un azienda.

Un anticipo sul tfr può però anche essere richiesto in specifiche condizioni e per specifiche finalità.

Ma se un azienda fallisce ad esempio, il trattamento di fine rapporto che fine fa? Va ugualmente elargito quello maturato fino a quel momento alla persona lavoratrice?

A questa domanda ha risposto una Sentenza, spesso avviene ciò su differenti temi in Italia e il tfr rientra tra questi.

Da tale sentenza si deduce che il tfr va comunque garantito alla lavoratrice o al lavoratore anche in caso di insolvenza del datore di lavoro, si parla di insolvenza quindi, e il tfr è garantito sempre e comunque dall’Inps, a seguire il testo della Sentenza che focalizza la sua attenzione su questa specificità, la Sentenza è la n.7585 della Corte di Cassazione datata 1° aprile 2011. La Suprema corte ha di fatto effettuato un chiarimento in relazione al Fondo di Garanzia dell’Istituto Nazionale di Previdenza (Inps) dichiarando che quest’ultimo ha l’obbligo di:

Sostituirsi al datore di lavoro in caso di insolvenza del medesimo nel pagamento del trattamento di fine rapporto, di cui all’articolo 2120 del Codice Civile, spettante ai lavoratori o loro aventi diritto.

Queste cose chiariscono una volta per tutte chi debba essere in determinati casi a pagare il tfr per rispondere alla domanda generale è l’Inps che elargisce tale cifra a corrispettivo del denaro maturato della lavoratrice e/o dal lavoratore durante il periodo lavorato.

Si è fatto l’esempio di un datore di lavoro insolvente da prendere come situazione estrema ma possibile e chiarendo appunto quale sia l’Ente predisposto al pagamento del Trattamento di Fine Rapporto.

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