Palermo, le mani della mafia sull’Ippodromo. Controllato il giro delle scommesse e truccate le corse dei cavalli.

Maxi operazione delle Forze dell’Ordine a Palermo, dove l’indagine COrSA NOSTRA ha portato all’arresto di nove persone riconducibili alla mafia.

Palermo, le mani della mafia sull’Ippodromo

Stando alle indagini degli inquirenti, la mafia controllava l’Ippodromo di Palermo gestendo i guadagni e curandosi dei traffici. Le accuse ai danni delle nove persone arrestate (uno è agli arresti domiciliari) sono quelle di concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato in concorso e frode in competizioni sportive.

Stando alle ipotesi dell’accusa, la mafia controllava e gestiva il giro di scommesse in occasione delle gare che si tenevano all’interno dell’impianto sportivo. Le cifre emerse parlano di un giro di diverse centinaia di migliaia di euro.

I Carabinieri hanno portato alla luce almeno quattro corse truccate. L’ipotesi è quella di una sistematica azione di stampo mafioso con tanto di minacce e intimidazioni nei confronti della persone che si rifiutavano di sottostare ai comandamenti della Cupola che gestiva gli affari all’interno dell’Ippodromo di Palermo.

Carabinieri
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/carabinieri.it/

La ricostruzione del Gip: si tratta di una meccanica complessa e articolata

Nel mirino degli inquirenti fantini, allenatori di scuderie anche importanti e titolari di scuderie. La Mafia, che gestiva il giro di scommesse, decideva quale cavallo avrebbe vinto la corsa probabilmente anche in base al flusso delle scommesse in corso. “Perché sia possibile alterare il risultato di una gara occorre indurre i fantini che vi partecipano a collaborare.

Non si tratta di una meccanica semplice, ma complessa e articolata cui si può giungere soltanto per effetto di un intervento molto forte. Le indicazioni acquisite sia attraverso le intercettazioni sia attraverso le dichiarazioni dei collaboratori, descrivono un tessuto sociale che compone l’ippodromo pesantemente condizionato dalla paura“, recita il documento redatto dal Gip.

Ovviamente la collaborazione dei fantini non era sempre volontaria, ma in diversi casi si è reso necessario intervenire con azioni intimidatorie poi coperti dall’omertà dei più  e dalla paura delle vittime.

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carabinieri cronaca ippodromo palermo

ultimo aggiornamento: 12-12-2018


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