Leoluca Orlando si gode la sua Palermo simbolo dell’accoglienza ma rilancia la sfida sullo Ius Soli: quasi 4.000 ragazzi e ragazze nostri concittadini sono privi della nazionalità italiana.

Di fronte al numero di stranieri – in ascesa – presenti in città, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando è tornato a rilanciare lo Ius Soli puntando il dito contro le norme vigenti, proposte e promosse dalla Lega.

Aumenta il numero degli stranieri a Palermo, il sindaco Leoluca Orlando: Abbiamo l’immagine di una città ricca di culture, accogliente

In dieci anni a Palermo è esponenzialmente aumentato il numero di cittadini stranieri. Sono numeri che non sorprendono il sindaco Orlando, che anzi si è detto contento di constatare come la sua sia una città accogliente, in grado di valorizzare le differenze e cancellare la discriminazione.

Leoluca Orlando
Fonte foto: https://www.facebook.com/leolucaorlandosindaco

L’utile lavoro svolto con la consueta professionalità dal nostro ufficio di statistica ci restituisce l’immagine di una città ricca di culture, accogliente. Una città nella quale tutti e ciascuno vedono rispettati la propria identità e i propri diritti

L’attacco di Leoluca Orlando a Salvini: Ci sono 4.000 concittadini privi di nazionalità italiana per colpa di una legge

Ma non manca una nota negati che, per il sindaco Orlando, è rappresentata da quattromila persone che non possono ottenere la cittadinanza italiana nonostante siano nate in Italia.

“Salta all’occhio quell’unico neo dei quasi 4.000 ragazzi e ragazze nostri concittadini privi della nazionalità italiana per colpa di una legge che vieta a coloro che nascono e vivono in Italia di esserne pienamente cittadini”.

È evidente il richiamo allo Ius Soli, storica battaglia del Pd tornata in auge negli ultimi mesi dopo il caso Ramy, il bambino nato da genitori stranieri che è stato premiato da Matteo Salvini con la cittadinanza italiana per il suo atto di eroismo in occasione del dirottamento dell’autobus di Milano.


Elezioni Europee, Di Maio: preoccupa l’alleanza della Lega con chi nega l’Olocausto

Il Garante della Privacy nel mirino di Di Maio: è un politico del Pd. Verrà sostituito