Palestina: attacco a Gerusalemme per vendicare Jenin

Palestina: attacco a Gerusalemme per vendicare Jenin

Ieri un uomo è entrato in una sinagoga a Gerusalemme e ha sparato per vendicare i palestinesi uccisi dalle guardie israeliani.

Dopo la strage di palestinesi a Jenin in Cisgiordania in cui sono morti almeno nove persone per mano delle forze israeliane, arriva una nuova sparatoria a Gerusalemme. Un uomo palestinese è entrato in una sinagoga ha ucciso almeno otto persone nel quartiere di Neve Yaakov della città santa. Hamas ha rivendicato l’attentato parlando di “Un’operazione eroica”, “la vendetta per i morti di Jenin”.

Le persone sono state uccise alla fine della funzione per lo shabbat, il sabato ebraico nel giorno della memoria 27 gennaio in ricordo dell’Olocausto. L’attentatore veniva dai campi profughi di Shuafat che sono stati colpiti duramente dal raid israeliani due giorni fa. La Casa Bianca condanna «fermamente l’odioso attacco terroristico che ha avuto luogo questa sera in una sinagoga di Gerusalemme», «siamo scioccati e rattristati dalla perdita di vite umane».

Gerusalemme

La condanna degli Usa

In una nota di Washington si legge che «Gli Stati Uniti estenderanno il loro pieno sostegno al governo e al popolo di Israele». In aggiunta, il presidente Biden ha parlato di un «attacco al mondo civilizzato». Il leader degli Usa ha chiamato il premier Netanyahu assicurandogli sostegno e «l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele». Mentre l’Autorità palestinese ieri aveva dichiarato che l’attacco a Jenin era avvenuto nel silenzio internazionale.

La notizia a Jenin è stata celebrata con fuochi d’artificio e in molte città della Striscia di Gaza si sono riuniti per festeggiare. L’attacco a Gerusalemme è stata la conseguenza dei ripetuti attacchi e raid delle truppe israeliane in Cisgiordania giustificata come un’operazione antiterroristica che ha provocato morti civili.

Dopo i raid palestinesi di giovedì Gaza ha inviato razzi verso Israele che ha risposto con raid aerei. Poi le tensioni sono cresciute a Gerusalemme Est e Monte del Tempio, luogo sacro dei musulmani. Fino all’attacco di ieri. Il segretario generale dell’Onu Guterres ha sottolineato l’urgenza di mettere fine agli scontri nella regione. Nei prossimi giorni arriverà il segretario di Stato Usa Anthony Blinken che incontrerà i leader delle parti per provare a ridurre le tensioni.

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