Paolo Gentiloni, la conferenza stampa di fine anno: “Non tiriamo i remi in barca”

Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno: “L’Italia non si ferma, il Governo non tirerà i remi in barca da qui alle prossime elezioni”.

Queste le dichiarazioni del Premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno: “La verità è che l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra. Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre. Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori. Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all’inizio di questo percorso. C’è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare. Quest’anno, oltre che di fine anno, questa conferenza ha anche un significato particolare, io posso dire innanzitutto che ritengo importante aver raggiunto un obiettivo importante di questo governo, quello di arrivare ad una conclusione ordinata della legislatura“.

Sul lavoro giovanile e sul sociale – Rivendico l’aumento del lavoro giovanile e l’obbligatorietà dei vaccini. Il 2017 è stato un anno importante anche per quanto riguarda il flusso migratorio e il traffico di essere umani. Siamo orgogliosi di aver dimostrato che è possibile dare un duro colpo ai trafficanti di essere umani. Si può accogliere e combattere il traffico gestito dai criminali. Chi parla di cancellare il tema delle migrazioni non conosce l’Africa. La transizione dalla criminalità alla gestione legale e controllata di questi fenomeni è possibile e l’Italia ne è la dimostrazioni. Alla diminuzione di arrivi corrisponde una diminuzione delle vittime in mare“.

Sui diritti – Quello dei diritti è un capitolo non chiuso ma storico. L’anno scorso la legge sulle coppie e sulle unioni civili, quest’anno il biotestamento, i diritti per le donne e la tutela delle donne. Il governo Renzi ha messo in campo un dinamismo e una capacità di riforme straordinarie”.

Le zone colpite da eventi sismici senza precedenti, senza precedenti anche le norme che abbiamo messo in campo. Sono meno tranquillo sui ritardi. Bisogna mettere in luce i segnali di ripresa e di vita, e dare una speranza e mettere in evidenza i segnali di ripresa è un dovere dell’intera comunità Nazionale“.

L’Italia verso il voto – L’Italia che va verso il voto ha i postumi di una crisi gravissima ma è anche un Paese dinamico. È il paese più in salute del mondo. Le incognite e i rischi di instabilità politica non sono un’esclusiva italiana. Vanno affrontati con serietà e competenza. Il Governo si rimette alla volontà del Presidente della Repubblica, sarà lui a dettare i tempi e i modi dei prossimi passaggi. Il Governo nel frattempo non tirerà i remi in barca e governerà nei limiti di quanto consentito dalla Costituzione e dalle leggi“.

In risposta alle domande dei giornalisti…

La squadra di Governo è un valore aggiunto per il Pd – Penso di aver dato un messaggio condiviso dal Pd, in Italia abbiamo una sinistra di governo e penso che possa svolgere un ruolo per questo paese anche in futuro. Saranno i numeri a decidere in quale modo questo possa accadere. Avere questa credibilità credo che sia un patrimonio per questo paese“.

Il ruolo di Gentiloni – Farò il Presidente del Consiglio e darò un contributo elettorale al mio Partito. Il contributo ci sarà, non bisognerà metterlo in contraddizione con un ruolo che si deve svolgere. I governi non sono super-partes, fanno riferimento a una maggioranza di governo“.

Le difficoltà dei Partiti – Ho concluso il mio intervento dicendo che il governo governerà. Spero che il mio partito vada benissimo alle elezioni. Non bisogna drammatizzare il tema dell’instabilità politica, bisogna affrontare il problema. Noi siamo vaccinati a questi fenomeni, io sono il ventottesimo premier, in altri paesi non sono arrivati a questi numeri. Quando mi guardo intorno nei tavoli europei penso che tutti condividono problemi di relativa instabilità di governo. Mi auguro che il rischio di instabilità venga governato benissimo“.

Italia poco rassicurante dopo il voto – Non voglio fare polemica contro alcun partito, penso che sia interesse del paese fare una campagna elettorale che limiti la diffusione di paure, la promozione di illusioni, il dilettantismo. Questi sono rischi che abbiamo di fronte“.

Sulle condizioni di Roma – Non credo che i governi di questa legislatura abbiano lesinato collaborazioni con Roma. C’è una questione: dare alla nostra Capitale un impulso maggiore. Penso che Roma abbia tutte le risorse e le capacità per avere un maggiore dinamismo sul piano economico e imprenditoriale. Il Governo non solo non ostacola ma è a disposizione“.

Il debito e il deficit – Chi affronterà il DEF lo vedremo. Noi siamo riusciti a stabilizzare il debito e ad avviare un percorso di abbassamento del debito seppur marginale e simbolico. Alcune circostanze economiche generali potrebbero aiutare questo percorso. Per quanto riguarda il deficit abbiamo le carte più che in regola. Tenere la barra sul deficit non ci ha impedito di partecipare alla crescita dell’Euro-zona. Le regole europee sono importanti e vanno possibilmente applicate”.

Sulla politica estera e l’impegno in Niger – Questa missione, come le altre di questi anni, deve identificare quello che noi siamo. In quanto europeismo e atlantismo l’Italia ha avuto una coerenza esemplare. La nostra politica estera non si esaurisce con queste alleanze e deve guardare al nostro interesse nazionale. Avere a cuore la nostra Patria significa essere cittadini italiani ed europei. Dobbiamo guardare all’Africa per le sue opportunità oltre che per i suoi rischi. Il Niger è un crocevia dei grandi flussi migratori africani, per ragioni geografiche, politiche e per lo sviluppo del traffico di essere umani. In quelle regioni le forme di terrorismo sono particolarmente presenti. Andiamo in Niger in seguito a una richiesta del governo nigerino: lavoriamo per consolidare il controllo delle frontiere e addestrare le forze militari. Ho sentito strane illazioni sulla scelta di andare in Niger, la verità è che abbiamo interesse a rinforzare la capacità del governo nigerino di controllare e gestire il proprio territorio. Il Niger è un paese di transito, se diamo il nostro contributo facciamo il nostro dovere“.

Sui diritti e lo IUS Soli – Sono convintissimo dell’importanza di questa norma che non ha nulla a che fare con gli sbarchi: riguarda i ragazzini che studiano con i nostri nipoti o i vostri figli, giocano a pallone insieme e parlano i dialetti delle nostre città Chi respinge raccoglie odio, quindi c’è anche un discorso di sicurezza. Non siamo riusciti a mettere insieme i numeri per far approvare questa legge. Chi ci ha lavorato ha fatto una cosa più che legittima, anzi doverosa“.

Sulla salma di Vittorio Emanuele III in Italia – Penso che sia stata fatta un’operazione di significato umanitario su richiesta della famiglia Savoia. È stata fatta con il dovuto riservo e non in pompa magna come qualcuno aveva chiesto. Molte richieste della famiglia sono cose che non stanno né in cielo né in terra. Il tema della nostra memoria è sacrosanto e questo episodio può aver portato alla luce pagine terribili della nostra storia. Una questione privata e motivazioni umanitarie“.

Sul PD – Il Pd ha subito una scissione, mi auguro che le conseguenze non siano rilevanti e penso che sia importante per il Pd apparire quello che è, una forza tranquilla di governo. Auguro successo a tutti ma non sempre le divisioni portano successo“.

La chiusura de L’Unità e la legge elettorale che si basa sulle coalizioni – Non vorrei farmi trascinare troppo in una tematica iper-politica. In questo momento sono il presidente del Consiglio. Ragionando guardando al futuro e le alleanze è importante partire dal pilastro di una sinistra di governo“.

Le accuse dal Pd – Non ho mantenuto gli impegni con il Pd in tre occasioni? Sul tema della legge elettorale mi sono trovato di fronte a una convinzione decisa di una maggioranza importante del Parlamento. Apporre la fiducia è stata una decisione difficile, anche decidere il contrario poteva rischiare di diventare una forzatura. 

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ultimo aggiornamento: 28-12-2017

Nicolò Olia

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