Parla l’agente che ha fermato il terrorista di Berlino: “Non sono un eroe”

Parla l’agente che ha fermato il terrorista autore della strage di Berlino: “Non sono un eroe

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Solo poche battute al cronista de Il Corriere della Sera, solo il tempo di volgere un pensiero al servizio svolto per il proprio Paese e uno per i suoi colleghi di turno il giorno di Natale: con questa umiltà è tornato a casa Cristian Movio, l’agente scelto che pochi giorni fa ha messo fine alla latitanza di Amri, il terrorista autore della strage di Berlino.

Ho fatto il mio dovere” continua a ripetere Movio, tornato a casa per trascorrere il Natale con la sua famiglia dopo i giorni trascorsi in ospedale per la ferita alla spalla rimediata nello scontro a fuoco con il ricercato. La fuga di informazioni e il mancato rispetto della privacy da parte degli organi di informazione – ma non solo -, fa adesso temere ripercussioni da parte dell’Isis verso l’Italia o le forze dell’ordine nostrane. “E’ la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato. Noi siamo la vetrina dello Stato. Dobbiamo essere particolarmente attenti, prendere tutte le iniziative possibili di autotutela. Non è un caso se le circolari del prefetto Gabrielli riguardano anche le modalità di intervento per il personale fuori servizio. Noi contiamo sulla professionalità di chi effettua i servizi in strada, i nostri uomini hanno il massimo livello di addestramento” ha sottolineato ai microfoni de Il Corriere della Sera Maurizio Vallone, capo del servizio controllo del territorio del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Massima attenzione

È previsto sul territorio italiano l’impiego di più di 1800 agenti e oltre 400 macchine oltre alle unità operative per garantire la massima sicurezza. Massima attenzione per gli eventi pubblici in programma soprattutto per la sera del 31 dicembre.