Patrigno orco violenta e fa prostituire la figlia: anni di abusi terrificanti

Patrigno orco violenta e fa prostituire la figlia: anni di abusi terrificanti

Orribile vicenda a Pesaro dove è stato scoperto un patrigno orco che violentava e obbligava la figliastra a prostituirsi.

Abusi durati per anni e ora venuti a galla. Una terribile vicenda è stata raccontata in queste ore dal Corriere Adriatico che ha spiegato come una giovane ragazza abbia subito per diverso tempo violenze e non solo da parte del suo patrigno che, addirittura, la obbligava a prostituirsi quando ancora era minorenne.

Patrigno orco: scoperti gli abusi sulla figliastra

Secondo quanto si apprende, la vicenda è avvenuta a Pesaro dove un uomo ha violentato la figliastra, figlia della compagna, per anni e l’ha anche obbligata a prostituirsi. La vittima ha raccontato che in un’occasione, il patrigno l’avrebbe portata in macchina in un posto appartato e l’avrebbe costretta a consumare, alla sua presenza, un rapporto con un suo conoscente, in cambio di 50 euro.

Tale vicenda sarebbe stata oggetto di indagini che hanno portato a nuove scoperte. Infatti, stando a quanto trapelato, l’uomo avrebbe organizzato diversi incontri tra la figliastra e maschi adulti al fine di procurare loro dei rapporti che sarebbero avvenuti sempre sotto lo sguardo del patrigno.

Anni di violenza

Stando a quanto riportato dal Corriere Adriatico, oltre all’accusa relativa alla prostituzione, l’uomo orco deve rispondere anche a quella di violenza sessuale. Pare, infatti, che già quanto la vittima aveva solo 14 anni, l’uomo abbia iniziato ad abusare di lei. Prima palpeggiamenti, poi contatti sempre più espliciti e spinti sino ad arrivare a rapporti che si sarebbero consumati quando era solo in casa con lei.

Tali situazioni potrebbero essere avvenute anche sotto l’effetto di alcol che lui le avrebbe fatto bere. Dalle informazioni raccolte, l’uomo orco era entrato nella famiglia più di dieci anni prima circa come nuovo compagno della madre della vittima. Successivamente le sue attenzioni si sarebbero spostate dalla donna alla povera vittima che, come detto, all’epoca dei fatti era minorenne.

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