Paul Newman: occhi di ghiaccio

Deve tale soprannome al particolare sguardo che, unito a un’aria perennemente imbronciata da bello tenebroso, gli permisero di conquistare Hollywood. Fu anche un asso del volante.

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Paul Newman, primaria stella di Hollywood, attore, regista, produttore cinematografico è stato anche un vero pilota d’auto con la “v” maiuscola, capace di contendere a Steve McQueen la palma di asso del volante. Come Steve fu uno straordinario gentleman driver in grado di imporsi in pista come sullo schermo, fu un grande collezionista e un profondo cultore della passione per i motori.

Nella sua lunga carriera vinse tre Oscar, sei Golden Globe e un Emmy Awards, oltre a ricevere una stella sull’Hollywood Walk of Fame e altri riconoscimenti. Nato a Shaker Heights, nei pressi di Cleveland (Ohio), il 26 gennaio 1925 prima dell’entrata in guerra degli Stati Uniti si arruolò nel U.S. Navy Air Corps. Voleva diventare pilota, ma il daltonismo di cui era affetto glielo impedì. Divenne marconista e mitragliere in una squadriglia di siluranti/bombardieri Avenger. Il 6 agosto 1945, mentre era in volo ad alta quota a sud-ovest di Hiroshima, vide, in lontananza, il bagliore del fungo atomico. E l’esperienza lo segnò profondamente.

Nel 1949 si sposò e decise di intraprendere la carriera cinematografica fidando in una certa somiglianza con il divo Marlon Brando. Tra la fine degli anni cinquanta e la metà degli anni settanta fu protagonista di alcuni fra i più grandi successi della storia di Hollywood diventando una leggenda del cinema.

Nel 1969 fu chiamato a interpretare la parte di un pilota nel film Indianapolis pista infernale. Girare in pista fu un colpo di fulmine. Riuscire a mantene il passo di piloti professionisti come Bobby Unser, Dan Gurney e Bobby Grim che interpretavano se stessi, lo convinse che al volante ci sapeva fare. Dopo avere preso lezioni di guida da Bob Bondurant, iniziò la carriera di gentleman driver.

Esordì in gara nel 1972 nel Campionato organizzato dallo Sport Car Club of America con una Lotus Elan. In seguito con una Triumph TR6 vinse nel 1976 il titolo nella categoria D- Production, aggiudicandosi la prestigiosa President’s Cup. Negli anni seguenti conquistò il titolo nella categoria C-Production nel 1979 e in GT1 nel 1985 e 1986. Nel 2009 fu inserito nella SCCA Hall of Fame. Partecipò anche al campionato Trans-Am al volante di Datsun 280ZX e Nissan 300ZX, vincendo le gare di Brainerd nel 1982 e Lime Rock nel 1986.

Furono tuttavia le gare di endurance a consacrarlo asso del volante. Nel 1979 prese parte alla 24 Ore di Le Mans alla guida di una Porsche 935 messa in campo dall’amico e gentleman driver Dick Barbour con il quale si alternò alla guida. Terzo componente della squadra, l’asso dell’endurance Rolf Stommelen, al quale andò gran parte del merito del secondo posto, anche se Newman dimostrò di saperne tenere il passo sia di giorno sia di notte.

Newman comprava e collezionava auto con le quali si divertiva a partecipare alla 24 Ore di Daytona, dove debuttò nel 1977 con una Ferrari 365 ottenendo il quinto posto, vincendo poi nella classe GTS-1, terzo assoluto, nel 1995 al volante di una Ford Mustang. Prese il via della classica americana per l’ultima volta nel 2005, a ottant’anni. Fu l’ultima gara prima di spegnersi a Westport, 26 settembre 2008.

Newman fu anche titolare di scuderie e team. Dal 1978 al 1983 gestì con Bill Freeman un team che prese parte al Campionato CanAm facendo gareggiare tra gli altri il futuro campione del mondo di Formula 1 Keke Rosberg. Nel 1983 fondò con Carl Haas la scuderia Newman-Haas che, capitanata da Mario Andretti e Nigel Mansell, vinse oltre cento corse e otto titoli Champ Car.

Clicca qui per l’articolo sul leggendario Rolex Daytona, l’orologio di Paul Newman.