Dopo la sconfitta alle elezioni il Partito democratico pensa ad una rivoluzione interna.

La crisi del Pd non arriva da queste elezioni, ma sarà probabilmente il punto oltre il quale non si può andare. La necessità di una “rifondazione” del partito è stata paventata più volte. In prima linea, colui che potrebbe assumere la guida della segreteria, Stefano Bonaccini. Ora il Pd sta mettendo tutto in discussione dopo la sconfitta in campagna elettorale e poi alle urne, anche nome e simbolo.

Il Pd è pronto per una “rigenerazione” come ha scritto Enrico Letta ai suoi nella lettera agli iscritti. Al congresso non si discuterà solo della segreteria ma di tutto chiarendo l’identità del partito e la rotta che vuole seguire e le proposte concrete che vuole fare. Solo in un secondo momento si sceglierà il segretario. Sarà questo il compito di Letta: traghettare il partito verso una rigenerazione per salvarlo.

Enrico Letta
Enrico Letta

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Rifondare il Pd riscoprendo la propria identità

“Dobbiamo essere pronti a rimettere tutto in discussione. Ora possiamo farlo, dopo potrebbe essere troppo tardi” ha detto Letta ricordando che “Abbiamo perso, però siamo vivi”. Il Congresso del Pd si dividerà in quattro fasi dove si porranno tutti i nodi da affrontare e da sciogliere: identità, nome, simbolo, alleanze e organizzazione.

Mentre c’è una frangia di dem che chiede una ricongiunzione con i grillini, Letta vuole fare questa rifondazione con orgoglio e valore. C’è chi come Delrio, tra i fondatori dem, che vorrebbe una rifondazione “senza tabù” senza però buttare via tutto tenendo stretto nome e simbolo. Per l’ex ministro ora si deve riscoprire “la radicalità dei nostri principi, la forza dei nostri militanti e la ricchezza della società italiana da cui dobbiamo farci invadere con u grande percorso di ascolto”. Le parole chiave per lui sono attenzione e vicinanza.

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ultimo aggiornamento: 01-10-2022


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