Pendolari, Legambiente elegge i 10 treni peggiori

Il rapporto di Legambiente sul trasporto ferroviario pendolare in Italia parla chiaro: il peggior incubo dei pendolari sono i 28 chilometri della Roma-Lido.

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La situazione dei pendolari nel nostro Paese è tra le più drammatiche. Ritardi infiniti, treni in cui si viaggia ammassati, un prezzo del biglietto esorbitante per il servizio offerto e altri mille disservizi.
Il rapporto “Pendolaria“, pubblicato ogni anno da Legambiente, ha evidenziato le pessime condizioni in cui versa il trasporto ferroviario pendolare in Italia.

Il podio dei peggiori

La palma del treno peggiore per i pendolari va al treno Roma-Lido. Un vero e proprio incubo che i lavoratori e gli studenti devono affrontare ogni giorno.

“Il servizio di questa linea suburbana gestita da Atac non è assolutamente adeguato a una domanda di spostamenti che arriva a circa 100.000 tra studenti e lavoratori (ma con un bacino tale che si potrebbe facilmente raddoppiare i passeggeri con un servizio di qualità), e che peggiora di giorno in giorno, tanto che le ultime rilevazioni evidenziano una riduzione dei passeggeri.”

L’Antitrust ha parlato di pratiche commerciali scorrette, aprendo un fascicolo sulla questione; dovevano essere stanziati 180 milioni per rimettere a posto la linea ferroviaria, ma il progetto è andato poi smarrito nel “caos” di questo periodo.

Non va meglio alla Circumvesuviana, che si guadagna il secondo posto.

“Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari.”

Per chi deve prendere il treno Taranto-Reggio Calabria si può parlare di “viaggio della speranza”. Il percorso più rapido conta circa 6 ore e 15 minuti, una vera eternità.

Gli altri incubi

Il treno Messina-Catania-Siracusa occupa il quarto posto della triste classifica. I treni per queste tratte sono stati ridotti del 41%, provocando disagi.

I treni per la tratta Cremona-Brescia, al quinto posto, sono vecchissimi e in pessime condizioni. Il tempo di percorrenza è molto più lungo di quanto consentirebbero i treni odierni.

Il sesto posto va alla tratta Pescara-Roma, interrotta da due cambi e con lunghi tempi di percorrenza.

Casale – Monferrato: si è passati dai 18 minuti di percorrenza a 90 minuti. L’ottavo posto spetta invece alla linea Taranto-Martina Franca-Bari, i cui treni sono stati ridotti al minimo nonostante le persone da servire siano 700.000.

Chiudono la classifica le linee Portogruaro-Treviso e Genova-Acqui Terme.