Stai pensando di sottoscrivere una pensione integrativa, ma sei ancora dubbioso circa la sua reale convenienza? Ecco perchè conviene farla…

La pensione è diventata oramai un’illusione per milioni di lavoratori italiani. Le nuove leggi, infatti, hanno allungato nuovamente l’età pensionabile riducendo anche drasticamente il valore delle pensioni future. Così sono sempre di più i lavoratori italiani che hanno pensato di richiedere una pensione integrativa, anche se c’è ancora tanto scetticismo circa i vantaggi e i rischi legati ai fondi pensioni.

Pensione integrativa

Sono milioni i lavoratori italiani che dopo aver ricevuto la busta arancione da parte dello Stato hanno paura di ricevere in futuro una pensione troppo povera per poter vivere una vecchiaia soddisfacente. Per questo motivo in tanti si sono interessati alle pensioni integrative che possono essere:

  • PIP (Piani individuali pensionistici): si tratta di un prodotto assicurativo; il lavoratore è tenuto a versare mensilmente una somma prestabilita che verrà investita sul mercato finanziario da parte dell’intermediario.
  • Fondi Pensioni: non sono prodotti assicurativi, ma rappresentano una sorta di campo d’azione tra il lavoratore e il suo datore di lavoro. Essi possono essere “aperti” ossia con accesso libero a tutti oppure “chiusi” possono accedervi solo alcune categorie di lavoratori.

Ecco perchè conviene

Parlando del PIP, la convenienza dipende da quanto il lavoratore è pronto a rischiare. Come abbiamo visto il PIP non è altro che un prodotto assicurativo, quindi sarà il lavoratore a decidere il rischio da correre sul mercato. Minore sarà il rischio minore sarà il rendimento. Sicuramente tra i vantaggi della pensione integrativa legata ai PIP c’è la possibilità di dedurre le spese per importi non superiori ai 5.164 euro, non si è obbligati a versare il proprio TFR e non si è obbligati ad avere un lavoro. Il fondo pensione, invece, presenta un livello di tassazione pari all’11%,( inferiore al 12.5% per i PIP) e come per i PIP, se il lavoratore mantiene il piano per 15 anni dovrà pagare solo il 15% sulla liquidazione totale. Superati i 15 anni, lo Stato italiano ha riconosciuto un ulteriore ribasso dell’aliquota di circa lo 0,3% con una tassazione minima del 9%.

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