F1, nel Gp di Ungheria la Ferrari può vincere. Serve la continuità di Vettel, il vero talento di Leclerc e la perfezione della squadra.

Ferrari, si può vincere. In Ungheria può arrivare la prima vera gioia stagionale per i tifosi della Rossa, che in tante, troppe occasioni hanno vissuto l’illusione di una doppietta e poi si sono dovuti arrendere di fronte alla triste realtà.

F1, in Ungheria la Ferrari può vincere

Una realtà che a volte ha assunto le sembianze di una Mercedes imbattibile, altre volte di un errore dei meccanici o degli ingegneri, altre volte ancora dell’errore di un pilota.

Una di queste evenienze capita puntualmente in ogni gara dall’inizio del Mondiale. Ma forse il GP di Germania ha avuto il merito di serrare i ranghi. dare nuovo entusiasmo e nuova energia. Nonostante il Mondiale sia ormai concluso.

La consapevolezza di Sebastian Vettel

Il primo tassello si chiama Vettel. Il tedesco si è riscoperto bravo in pista mettendo a segno una rimonta da cineteca fatta di strategia, intelligenza e sorpassi degni di nota. Il tutto condito da una buona dose di esperienza e fortuna. Il tedesco sa di essere la prima guida della Rossa, ha salvato un fine settimana altrimenti disastroso. Ha raggiunto la consapevolezza di essere importante, ora serve continuità.

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Sebastian Vettel
fonte foto https://twitter.com/ScuderiaFerrari

Il talento e la voglia di rivincita di Leclerc

Il secondo tassello è la consapevolezza e l’umiltà di Leclerc. Il monegasco mastica amaro per l’errore in Germania e morde il freno. Vuole tornare in pista per dimostrare a tutti (e soprattutto a sé stesso) di saper fare meglio, di saper portare a casa la vittoria. Di poter fare la differenza.

La Ferrari perfetta e affidabile

Il terzo punto da non sottovalutare è il dramma del sabato di qualifiche in Germania. Due macchine ferme per problemi rappresentano il punto più basso che possa toccare una squadra come la Ferrari nel corso di una stagione. Ora si può solo migliorare, a partire dai controlli di ogni singolo bullone.

I (pochissimi) limiti della Mercedes

Chiude il cerchio la consapevolezza che Bottas ed Hamilton, nonostante l’inizio di stagione sembrasse dire il contrario, sono esseri umani che possono sbagliare, così come possono sbagliare i meccanici. Bisogna solo mettergli pressione addosso.


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