Nodo Mes, perché nessuno lo ha ancora chiesto? Il nodo economico e quello politico sui fondi messi a disposizione dall’Unione europea.

In vista del prossimo Consiglio europeo, continua a tenere banco la discussione sul Mes (come funziona). Anche a livello europeo tutti ne parlano ma in effetti nessuno lo chiede. Tutti i leader europei hanno un buon motivo per non attivare i fondi. Secondo i detrattori si tratta di buone scuse per non mettere la testa nel cappio europeo. Proviamo a fare chiarezza su una situazione delicata e difficile da comprendere.

Perché nessuno ha ancora chiesto i soldi del Mes?

La riflessione deve seguire un doppio binario, uno economico e uno politico. Iniziamo dalla riflessione economica. Il Mes ha un costo. Parliamo dello 0.13% per dieci anni. Tradotto, ogni dieci miliardi i Paesi che ne usufruiscono pagano 13 milioni di interessi. Parliamo evidentemente di tassi di interessi decisamente competitivi, bassi.

Qui si innesca il primo criterio di selezione. I Paesi virtuosi non traggono un vantaggio considerevole dal Mes. Parliamo dei Paesi con un merito di credito elevato. Per i Paesi meno virtuosi invece il Mes potrebbe rappresentare uno strumento utile.

Euro risparmi
Euro risparmi

Il nodo politico

Affrontiamo il secondo nodo, quello più prettamente politico. Aderire al Mes, soprattutto per primi, significherebbe certificare il momento di difficoltà di un Paese. Questo potrebbe avere due conseguenze. La prima, un clima di sfiducia sui mercati, che inizierebbero a dubitare delle doti del Paese. La seconda, accettare il Mes potrebbe indebolire la posizione contrattuale di chi lo ha sempre rifiutato in nome del Recovery fund.

La posizione dell’Italia sul Recovery fund

Incrociati i dati, sembra probabile che qualcosa possa muoversi al termine della trattativa europea sul Recovery fund. A quel punto qualcuno potrebbe fare un passo avanti, inclusa l’Italia, dove la discussione è stata rimandata e non chiusa.

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economia evidenza Mes

ultimo aggiornamento: 10-07-2020


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