Sognare una persona cara scomparsa non sarebbe casuale secondo Layne Dalfen. Ecco cosa possono dire questi sogni tra emozioni e simboli.
Capita a molte persone di svegliarsi con una sensazione difficile da scrollarsi di dosso dopo aver sognato qualcuno o qualcuna persona cara che è scomparsa. Non è solo tristezza, e non è sempre nemmeno paura. A colpire è soprattutto la forza emotiva di quei sogni, che spesso sembrano più vivi di altri. La scienza non ha ancora una risposta definitiva sul perché sogniamo, ma gli studi sul sonno indicano che i sogni sono particolarmente intensi nella fase REM e che possono avere a che fare con memoria ed elaborazione emotiva.
Dentro questo quadro si inserisce l’interpretazione di Layne Dalfen, analista dei sogni che scrive per Psychology Today e che da decenni lavora sulla lettura simbolica delle immagini oniriche. Nel suo approccio, sognare una persona defunta non sarebbe un dettaglio casuale: l’emozione provata nel sogno merita attenzione, e la comparsa di chi non c’è più può rimandare a un tratto caratteriale o a una risorsa interiore utile nel presente.

Il caso di Laura e il sogno della sorella scomparsa
In un articolo pubblicato su Psychology Today il 20 gennaio 2023, Dalfen racconta il caso di Laura, che sogna la sorella morta da alcuni anni. Nel sogno si trova in una stanza sconosciuta ma confortevole, intenta a togliere ragnatele e ragni con attenzione, senza distruggerli. Accanto a lei c’è la sorella, con cui in vita aveva avuto un rapporto burrascoso, ma nel sogno il dialogo è sereno e la sensazione al risveglio è fortissima, quasi di presenza reale.
L’interpretazione proposta da Dalfen non guarda al passato in senso stretto, ma alla vita attuale della sognatrice. Laura stava pensando a cambiamenti concreti, tra la riorganizzazione della casa, nuove amicizie e riflessioni sul lavoro. In questo contesto, “pulire le ragnatele” diventa per Dalfen l’immagine di un riordino mentale, mentre la sorella rappresenta qualità ben precise: forza, resilienza, indipendenza e capacità di cavarsela.
Cosa possono dirci davvero questi sogni
Il punto centrale dell’analisi è che, secondo Dalfen, nei sogni i personaggi non compaiono “a caso”. Lei scrive esplicitamente che il cast scelto dalla mente “non è mai random” e collega il ritorno di una persona cara scomparsa a momenti di passaggio, quando chi sogna si trova davanti a un cambiamento e ha bisogno di recuperare energie, tratti o atteggiamenti utili per andare avanti.
Questo non significa che esista una prova scientifica di un contatto reale con i defunti. Più prudentemente, si può dire che questi sogni uniscono ricordi, emozioni e immagini legate alla vita presente. Ed è proprio qui che diventano così potenti: non parlano solo di chi abbiamo perso, ma anche di ciò che stiamo vivendo adesso e di come stiamo cercando, spesso senza accorgercene, di attraversare un cambiamento.