Le indagini sui roghi tossici nel Lazio proseguono. Iscritte 57 persone sul registro degli indagati.

ROMA – Svolta nelle indagini sui roghi tossici che hanno coinvolto il Lazio negli ultimi mesi. La Procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati 57 persone che devono rispondere di traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, ricettazione di veicoli e truffa ai danni dell’assicurazione.

L’ordinanza è stata emessa dal GIP e prevede 15 arresti (6 in carcere e 9 ai domiciliari), 3 obblighi di presentazione quotidiana, 12 divieti di dimora nella provincia di Roma e il sequestro di 25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti più un impianto di autodemolizione. Le indagini andranno avanti nelle prossime settimane per cercare di capire se altre persone sono coinvolte nella vicenda.

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Carabinieri (fonte foto: https://www.facebook.com/pg/carabinieri.it)

Roghi tossici nel Lazio, più di cinquanta persone indagate

Le indagini sono iniziate dopo alcuni incendi scoppiati nella Capitale e nei territori limitrofi. Sin dall’inizio si è pensato ad un gesto volontario tanto che la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Gli accertamenti e i controlli degli inquirenti hanno portato alla scoperta di un giro di rifiuti illeciti che vedeva coinvolte più di cinquanta persona. Per tutti il GIP ha emesso un’ordinanza e nelle prossime settimane saranno ascoltati dai magistrati per capire il loro grado di coinvolgimento nella vicenda e confermare le accuse ipotizzate dall’accusa.

Il sequestro dell’autodemolizione ha fatto uscire alla luce una gestione illecita dei rifiuti gestita da nomadi insieme ai titolari di aziende di recupero. Anche per loro è scattata l’ordinanza da parte della Procura di Roma. Un’indagine che mette in evidenza ancora una volta i problemi della Capitale per quanto riguarda la spazzatura. Le inchieste non si fermeranno qui con gli inquirenti che vogliono vedere chiaro sul traffico di rifiuti, non sempre gestiti in maniera legale.

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