La grave crisi istituzionale del Perù ha provocato violenti scontri in piazza. Ci sarebbe un morto. La protesta è scaturita dopo la destituzione di Vizcarra.

LIMA – Il Perù è al culmine dello scontro istituzionale tra presidenza e Parlamento che va avanti da oltre un anno.

Un manifestante morto

Un manifestante è stato ucciso nel corso degli scontri con la polizia a Lima, scatenatisi durante una nuova giornata di proteste in piazza contro la destituzione dell’ex presidente Martìn Vizcarra e il governo di transizione di Manuel Merino. “L’ospedale Almenara ha ricevuto (dalla Croce Rossa) quattro persone: tre feriti e il cadavere di un 25enne“, ha spiegato ai giornalisti Alberto Huerta, dell’ufficio del Difensore del popolo di Lima, ente che vigila sul rispetto dei diritti umani in Perù. “La vittima – ha sottolineato – presentava ferite d’arma da fuoco al viso e al cuoio capelluto“. Alcune fonti parlano di tre vittime.

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La destituzione di Vizcarra

Poco meno di una settimana fa il Congresso ha approvato a maggioranza (105 favorevoli, 19 contrari, 4 astenuti) una mozione di sfiducia per “incapacità morale permanente” del presidente Martin Vizcarra che si è dimesso pur dichiarandosi innocente. Il suo posto è stato preso dallo speaker del Parlamento Manuel Merino che svolgerà le funzioni di presidente transitorio fino alle elezioni del prossimo giugno.
Vizcarra cade su una presunta serie di tangenti che avrebbe incassato, tra il 2014 e il 2015, quando era governatore di Moquegua, regione meridionale del Perù. In tutto si tratta di circa 600 mila dollari che l’allora responsabile regionale avrebbe percepito per la realizzazione di alcune opere pubbliche da parte di due imprese di costruzioni.

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ultimo aggiornamento: 15-11-2020


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