Spread e dazi, l’economia italiana frena ancora

Il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime di crescita dell’Italia: il Pil crescerà infatti dell’1,2% quest’anno e dell’1% il prossimo anno. Il “taglio” è legato ai costi dello spread.

Notizie non buone per l’Italia sul piano economico. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti rivisto al ribasso le stime del Pil del Belpaese: da Washington, infatti, si prevede che il prodotto interno lordo italiano crescerà solo dell’1,2% nel 2018 per poi scendere a +1% nel 2019. Il Fmi taglia così di tre punti percentuali la crescita del Pil per l’anno in corso, più di quanto stimato da Unione Europea, Banca d’Italia e Ufficio Parlamentare di Bilancio.

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fonte foto: pixabay.com/it/denaro-euro-valuta-europa-1439125/

Pesa lo spread sull’economia italiana

Il taglio alle stime di crescita del Pil dell’Italia rispetto a quelle fatte a aprile dal World Economic Outlook è dovuto essenzialmente “agli spread più ampi sui titoli di stato e alle più stringenti condizioni finanziarie in scia alla recente incertezza politica”. Condizioni che potrebbero pesare significativamente sulla domanda interna.

Europa e dazi, l’Italia rallenta

Il rallentamento italiano, secondo il Fmi, si inserisce nel quadro della frenata di Eurolandia, incluse Germania e Francia. Dopo il +2,4% del 2017, il Pil dell’area euro e’ atteso ”gradualmente rallentare” al +2,2% quest’anno e all’1,9% il prossimo, ovvero 0,2 e 0,1 punti percentuali in meno rispetto ad aprile. Invariate invece le previsioni per gli Stati Uniti (+2,9% nel 2018, +2,7% nel 2019), il cui slancio continua grazie al taglio delle tasse di Trump. Attenzione però alla guerra dei dazi, che potrebbe causare un calo del Pil mondiale di mezzo punto.

fonte foto: pixabay.com/it/denaro-euro-valuta-europa-1439125/

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ultimo aggiornamento: 17-07-2018

Fabio Acri

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