Nuovo giudizio non positivo per l’Italia. L’agenzia Moody’s prevede un’incertezza dell’economia legata all’incertezza politica.

Dopo il giudizio tutt’altro che rassicurante da parte dell’Europa, ne arriva un altro da parte di Moody’s che non lascia ben sperare per l’economia italiana.

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Crescita “anemica”

L’agenzia di rating con sede a New York prevede infatti per l’Italia una crescita definita “anemica” per il 2019, con il Pil a +0,4%. E’ quanto emerge da un rapporto sull’andamento dell’economia mondiale, prevista in rallentamento nei prossimi due anni. “L’incertezza politica resterà alta nel 2019″ e si rischia che la crescita sia ancora più debole delle stime. Il trend migliorerà solo lievemente per il nostro Paese nel 2020, quando il Pil salirà dello 0,8%.

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Rischio spread, calo della fiducia

Moody’s, nel suo giudizio, mette in luce il fatto che l’economia italiana ha sofferto “una recessione nella seconda parte del 2018“.
Uno dei motivi principali per una più debole attività economica è stata il calo della domanda interna innescato da un calo della fiducia e da più stringenti condizioni finanziarie sulla scia di un aumento degli spread. Gli spread – ha spiegato l’agenzia di rating – sono in qualche modo calati dopo l’accordo fra il governo e l’Ue in dicembre, ma restano elevati. Un deterioramento delle condizioni economiche potrebbe rafforzare l’instabilità politica e mettere sotto pressione la fiducia di investitori e consumatori. Le dinamiche politiche ed economiche stanno creando significativi rischi al ribasso per l’economia italiana“.

Il giudizio dell’Ue

L’analisi di Moody’s segue il giudizio della Commissione Europea, non positivo nei confronti della politica economica di Roma: “La manovra 2019 include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, in particolare sulle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita. Nonostante alcuni progressi nel riparare i bilanci delle banche, riforme sul diritto fallimentare e politiche attive del mercato del lavoro, lo slancio delle riforme è ampiamente in stallo nel 2018“.

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ultimo aggiornamento: 01-03-2019


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