Porsche 356 Carrera Speedster: il sogno

A partire dalla metà degli anni Cinquanta il sogno proibito per molti “ragazzi di buona famiglia” era possedere una Porsche 356 Carrera Speedster, viatico per emozioni senza fine e conquiste femminili assicurate.

La prima Porsche 356 risale al 1949 e la sua presentazione al pubblico avvenne in marzo al Salone di Ginevra: due le carrozzerie, coupé e cabriolet, entrambe caratterizzate dal parabrezza sdoppiato. Il motore era il 4 cilindri boxer 1100 da 40 CV. Nel 1951 oltre al motore 1100 veniva introdotto il 1300 da 44 CV e i freni a tamburo venivano equipaggiati con comando idraulico. Nel 1952 si aggiungeva il motore 1500 da 60 CV e nel 1953 il 4 cilindri 1500S da 70 CV. Nel settembre del 1954 veniva presentata la Speedster e il motore 1300 raggiungeva la potenza di 60 CV.

Due i fornitori delle carrozzerie alla Porsche: la Reutter e la Drauz, quest’ultima responsabile della costruzione della Speedster e della Cabriolet. L’idea di derivare dalla Cabriolet una variante sportiva con parabrezza più basso e allestimento semplificato venne suggerita alla Porsche dall’importatore americano Max Hoffman che contribuì in misura determinante al successo delle vetture di questa marca oltre Atlantico. Cinque i motori disponibili per la 356A, tutti a 4 cilindri orizzontali contrapposti cioè con architettura “boxer”: 1300 da 44 CV, 1300S da 60 CV, 1600 (pure da 60 CV), 1600S da 75 CV e 1500 GS Carrera da 100 CV dotato di 2 alberi a camme in testa per bancata di cilindri, e alimentazione mediante due carburatori verticali doppio corpo Solex; su questo motore l’albero a gomiti e le bielle erano dotati di cuscinetti a rulli e di lubrificazione a carter secco. Gli altri motori avevano invece la distribuzione ad aste e bilancieri con albero a camme centrale nel basamento. La trasmissione sulle ruote posteriori si avvaleva di una frizione monodisco a secco e di un nuovo cambio a 4 marce sincronizzate.

Lo sviluppo della 356A proseguì nel 1956 con l’adozione di una scatola del cambio fusa in pezzo unico che sostituiva quella formata da due gusci congiunti lungo l’asse longitudinale. Nel 1957 si provvide ad adottare una scatola dello sterzo a vite e rullo in sostituzione di quella a vite e dito, mentre come optional furono proposti i cerchi in lamiera d’acciaio cromati con fissaggio centrale mediante gallettone secondo il sistema Rudge. Gli aggiornamenti riguardanti la carrozzeria consisterono nel rinforzo della scocca in corrispondenza degli attacchi per le cinture di sicurezza, nel fermo in posizione di apertura per le porte, in un più funzionale meccanismo per gli alzacristalli a manovella e in serrature per le porte più difficili da forzare in un tentativo di manomissione. Per le Porsche 356 Carrera Speedster e Cabriolet venne realizzato un hardtop in grado di offrire una migliore protezione durante l’inverno.

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Alla fine del 1957 si concluse la produzione della 356A con motore 1300 e divenne disponibile la Carrera De Luxe con motore 1500 da 100 CV e impianto di riscaldamento supplementare a benzina con accensione elettrica. Su tutte le versioni della 356 A vennero adottati i carburatori Zenith verticali a doppio corpo 32 NDIX e fu migliorata la lubrificazione per assicurare un’adeguata portata di olio ai bassi regimi e durante il funzionamento al minimo. Per rendere più agevole la guida nel traffico venne poi adottata una frizione con molla a diaframma esente da strappi.

Nel 1958 la Speedster uscì di produzione e venne sostituita dalla Cabriolet D con carrozzeria prodotta da Drauz, caratterizzata da un parabrezza più alto (ma differente da quello della Cabriolet normale) e con cornice in metallo lucido come quella della Speedster, dalle porte con vetri discendenti in sostituzione dei cosiddetti “laterali” da togliere e montare manualmente e dal lunotto più grande per la capote. Nell’allestimento interno i sedili sportivi a guscio con schienale incorporato lasciarono il posto a sedili normali, uguali a quelli adottati sulle altre versioni della 356A. Due i motori 1600 utilizzati per la Carrera del 1958: quello per la versione De Luxe aveva una potenza di 105 CV, quello per la GT erogava invece 115 CV.

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Foto Paolo Maggi

ultimo aggiornamento: 04-05-2015

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