Porsche 917: nata per dominare

Un’auto con soluzioni estremamente avanzate, concentrato di alta tecnologia tedesca, capace di dominare il Mondiale Marche nella categoria Sport.

Fortemente voluta da Ferdinand Piech, allora responsabile del reparto progettazione, per prendere parte al Mondiale Marche nella categoria Sport, la 917 doveva essere prodotta in almeno venticinque esemplari per ottenere l’ omologazione. Il primo fu esposto il 13 marzo 1969 al Salone di Ginevra e destò grande sensazione nel mondo dell’automobile, soprattutto delle corse.

Equipaggiata con un ultrapotente dodici cilindri, cinque litri raffreddato ad aria di oltre seicento cavalli, un peso di soli ottocento chilogrammi e una carrozzeria tutta in plastica e vetroresina di appena 38 chilogrammi molto studiata dal punto di vista aerodinamico, nella versione a coda lunga toccava punte velocistiche di quasi quattrocento orari, mai raggiunte da un’auto da corsa.

Durante le prime prove di collaudo affiorarono preoccupanti problemi di tenuta di strada, soprattutto nei curvoni veloci, dovuti più all’aerodinamica che non alle sospensioni o al telaio – di soli 47 chilogrammi -, formato da un complesso e sofisticato traliccio di tubi di alluminio di piccolo diametro. Un vero mostro, difficile da controllare, al punto che alcuni piloti, anche i più esperti, si rifiutarono di collaudarla e di portarla al debutto in gara. Per sottolinearne l’estrema pericolosità, uno di loro dichiarò: «Basta sbagliare di poco la traiettoria, che in caso di uscita di strada ci vorrebbe la bussola per ritrovare la pista»

Il debutto avvenne alla Mille Chilometri di Spa. Tuttavia, dopo le prove, i piloti di punta non vollero guidarla in gara per i grossi problemi di instabilità alle alta velocità, preferendo la vecchia ma più stabile Porsche 908, nonostante questa fosse meno performante rispetto al nuovo modello. All’interno del team guidato da Hans Mezger nessuno era soddisfatto del comportamento della 917. Il pilota Gerhard Mitter la soprannominò “Ulcera”. Tuttavia, in pochissimo tempo i tecnici di Stoccarda risolsero ogni problema e l’auto, anche portata al limite, divenne guidabile, competitiva

e… imbattibile.

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@foto Franco Varisco

ultimo aggiornamento: 17-01-2015

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