Porsche 918 Spyder: il mostro gentile

La Porsche 918 Spyder a trazione ibrida plug-in entra di diritto nel ristretto club delle hypercar, straordinarie vetture super tecnologiche capaci di incredibili prestazioni.

C’erano una volta le supercar tutto muscoli, rigide come un ferro da stiro, potentissime, urlanti, da domare con la forza e assetate di carburante. Ebbene scordatevele, le nuove hypercar, non possono essere definite diversamente, scivolano silenziose in città come astronavi aliene, viaggiano in autostrada con un filo di gas, consumano come un’utilitaria e sono confortevoli come una limousine. Non ci credete? Volete un esempio? Prendete la Porsche 918 Spyder, è la diretta concorrente della Ferrari LaFerrari e della McLaren P1.

Nella sigla e nella linea evoca la mitica 917 dei primi anni Settanta, ma sotto il profilo tecnico è davvero tutto un altro pianeta. È una ibrida, grazie a due motori elettrici e un V8 supersportivo dispone di una potenza di 887 Cavalli, roba da fare tremare i polsi ai piloti più esperti. Tuttavia è in grado, magie della tecnologia, di assumere diverse personalità a seconda delle esigenze del guidatore. In città scivola silenziosa tra le maglie del traffico con il solo ausilio dei motori elettrici che di tanto in tanto emettono strani rumori da astronave aliena.

Climatizzatore, infotainment, navigatore, con le mappe che appaiono su un secondo monitor, strumentazione sostanzialmente classica dove l’unica evidente differenza è rappresentata dal fatto che gli strumenti sono tre anziché i tipici cinque Porsche, non hanno nulla di fantascientifico o alieno. Tanto più che sulla sinistra del volante spicca la chiave di accensione. Avete capito bene, niente pulsati e sistemi keyless da tenere in tasca, ma la vecchia, cara chiave. È vero che sul tecnologico volante ci sono un bel po’ di pulsanti in più, ma siamo nella norma di una sportiva di ultima generazione. Usuale anche il tunnel alto e inclinato con i comandi secondari, nato con la Carrera GT.

Sotto la razza destra c’è quello che a Zuffenhausen hanno chiamato Map switch e a Maranello più prosaicamente Manettino, è la chiave per il Paradiso. Mano a mano lo si ruota i motori elettrici e il V8 invertono le parti. Si può scegliere tra quattro modalità: E-Power, Hybrid, Sport-Hybryd e Race-Hybrid. La prima è totalmente elettrica. Nella seconda il V8 interviene se i cavalli “elettrici” non sono sufficienti, mentre nelle ultime due chi comanda il gioco è il motore termico con gli elettrici pronti a entrare in campo per fungere da booster incrementando ulteriormente le prestazioni.

L’urlo degli scarichi a poche decine di centimetri dalle orecchie avvertano il pilota, se mai ce ne fosse bisogno, che il mostro si è risvegliato e la Porsche 918 Spyder ha deciso di svelare la sua natura di sportiva pura, ideale erede di quello stuolo di vetture che hanno creato la leggenda del marchio. Se in Sport-Hybrid si trasforma in una straordinaria supercar capace di lasciare al palo le avversarie più accreditate, va da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi, è in Race-Hybrid, consigliabile da inserire soltanto in pista, che diventa la hypercar del futuro che volevano ottenere gli ingegneri di Zuffenhausen quando l’hanno progettata.

I tre motori interagiscano tra loro in perfetta sintonia. L’accelerazione è impressionante. Il Launch control consente un minimo di pattinamento, ma l’auto appare per il resto incollata all’asfalto. Grazie al cambiò PDK a 7 rapporti, le marce si sgranano a raffica. L’allungo è impressionante, i 350 km/h appaiono a portata in una manciata di secondi. Il peso non indifferente per una supercar di oltre 1800 kg (solo le componenti ibride pesano oltre 300 kg) non si avverte. Gli inserimenti in curva sono precisi e la risposta immediata, merito anche delle ruote posteriori sterzanti. L’impianto frenante con dischi carboceramici permette staccate al limite e garantisce minimi spazi di frenata.

Ovviamente in modalità Race-Hybrid la Porsche 918 Spyder non è un’auto da principianti, tuttavia anche un pilota non professionista può guidarla senza patemi d’animo con piena soddisfazione, controllandone l’impressionante potenza. Per i comuni mortali basta e avanza quanto possibile con Sport-Hybrid. Ultima piacevole sorpresa il consumo tra i 3,0 e i 3,3 l/100 km. Prezzo: 793.946 euro.

P13_0740_a4_rgb
Gli scarichi svolgono un lavoro fondamentale, fornendo una gestione ottimale del calore.
P13_0749_a4_rgb
L’alettone può variare l’altezza e l’incidenza.
P13_0753_a4_rgb
La scocca di carbonio pesa poco più di 200 kg.
P13_0756_a4_rgb
I dischi carboceramici sono coadiuvati dai motori elettrici.
P13_0760_a4_rgb
Il fondo è completamente carenato.
P14_0591_a4_rgb
Il tunnel alto e inclinato, di derivazione Carrera GT, ospita i comandi secondari.
P14_0592_a4_rgb
Due posti secchi, dispone di borse dedicate per sfruttare al meglio lo spazio a disposizione.
P14_0593_a4_rgb
Per il vano bagagli è stata studiata un’apposita borsa.

ultimo aggiornamento: 18-02-2015

X