Prescrizione, bocciato il lodo Annibali. Il 'Conte bis' atteso in Cdm

Prescrizione, bocciato il lodo Annibali. Il ‘Conte bis’ atteso in Cdm

Prescrizione, bocciato il lodo Annibali. La maggioranza in Commissione ha detto no all’emendamento di Italia Viva.

ROMA – Ritorna la tensione nella maggioranza sulla prescrizione. E’ stato bocciato nelle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Bilancio il lodo Annibali che prevedeva il rinvio di un anno della riforma Bonafede. L’emendamento proposto da Italia Viva nel Milleproroghe ha ricevuto 49 voti contrari e 40 a favore.

Nessun ripensamento, quindi, da parte della maggioranza che ha ribadito il proprio ‘no’ al provvedimento. L’unica voce fuori dal coro è stata proprio quella del partito di Matteo Renzi che ha sostenuto la propria proposta insieme alle opposizioni.

Lo scontro si sposta in Cdm

Il primo round è andato alla maggioranza con lo scontro che ora si sposta in Cdm. Nel Consiglio dei ministri sul processo penale di giovedì 13 febbraio 2020 dovrebbe essere discusso anche il Lodo Conte bis, come confermato anche dal ministro Bonafede. “Adesso dobbiamo andare avanti per questa strada – ha ribadito il Guardisigilli in attesa dell’approvazione del provvedimento resta in vigore la riforma della prescrizione iniziale. Non ci sarà nessun Conte ter“.

Da parte di Italia Viva, però, nessun passo indietro: “Non è chiaro il veicolo – ha precisato Lucia Annibali – se dentro la riforma del processo penale c’è il lodo Conte bis per noi è impossibile sostenerlo, è invotabile“.

Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede (fonte foto https://www.facebook.com/Alfonso.Bonafede.M5S/)

Governo in bilico

La maggioranza giallo-rossa non è mai stata così in bilico. La prescrizione rischia di essere uno scoglio insormontabile da superare per il governo Conte bis con il Consiglio dei ministri che è il primo vero appuntamento per sapere il futuro di questo esecutivo.

Il via libera di Palazzo Chigi, però, non cambierebbe la situazione visto che nei prossimi giorni il provvedimento dovrà superare l’ostacolo Parlamento. E lì i numeri diventano decisivi per la legislazione che rischia non arrivare a scadenza naturale prevista per il 2023.

fonte foto copertina https://twitter.com/Montecitorio

ultimo aggiornamento: 13-02-2020

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