I presidenti di Serie A sul protocollo del Cts: “Così non si può giocare. Bisogna ridurre la quarantena”.

ROMA – La ripartenza del campionato resta in forte dubbio. La fiducia del ministro Spadafora e del presidente Malagò è stata minata dai presidenti di Serie A che hanno duramente criticato, come riportato da Repubblica, il protocollo deciso dal Cts.

Se non si ridure la quarantena ad una sola settimana per il contagiato ed esami medici per gli altri che in caso di negatività possano continuare a giocare, sarà impossibile portare a termine il campionato. Anche perché si dovranno disputare 124 partite con spostamenti continui in 40 giorni ed è quasi impossibile che non salti fuori un positivo. E in quel caso addio al campionato“.

Da risolvere la quarantena obbligatoria per tutta la squadra in caso di positività di un giocatore

Nelle prossime ore è previsto un incontro tra il premier Conte e il presidente Gravina per cercare di trovare una soluzione. I presidenti della Serie A cercano uno sconto sulla quarantena e soprattutto in caso di test medici negativi il ritorno in campo immediato del resto della squadra per non far slittare la partita successiva.

Difficile il via libera del comitato tecnico-scientifico e del Governo visto che il ministro Spadafora ha ribadito che non ci potranno essere delle corsie preferenziali per il mondo del calcio.

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Ripartenza difficile ma non impossibile

La rivolta dei presidenti rende ancora più difficile la ripartenza anche se non è impossibile. A breve ci sarà un nuovo confronto tra Governo e Figc con la decisione definitiva che sarà presa entro la prossima settimana.

La scelta finale spetterà al premier Conte che dovrà decidere se intraprendere la linea intrapresa dalla Germania o quella di Francia, Olanda e Belgio.

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ultimo aggiornamento: 15-05-2020


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