Le stime dell’Ue, Italia fanalino di coda dell’Europa. Rischi per le banche

L’Unione europea taglia le stime dell’Italia: la crescita del Pil cala dall’1,3 all’1,2%. Il nostro paese è il fanalino di coda dell’Europa.

Nuova stangata all’Italia dal’Unione europea. Le stime dell’Ue stridono con quelle del governo Lega-Movimento Cinque Stelle e vedono la crescita del Pil del paese scendere dall’1,3 all’1,2%.

Previsioni Ue: Italia all’ultimo posto nella crescita economica

Le stime fatte dall’Unione europea relegano l’Italia all’ultimo posto in Europa per quanto riguarda la crescita, dati allarmanti ma che vanno presi per quelli che sono, ossia previsioni.

Il governo italiano non può però permettersi di ignorare l’ennesimo monito dell’Unione europea, disposta anche ad avviare una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, un iter che metterebbe seriamente a repentaglio la crescita e la stabilità economica del nostro paese, costretto a quel punto a sottostare alle normative europee senza margini per provare a migliorare la situazione.

La palla passa ora al ministro dell’Economia Giovanni Tria, chiamato a fare rapporto a Conte, Di Maio e Salvini. Il ministro dovrà presentare i nuovi dati ai vertici del governo con i quali dovrà decidere il da farsi sulla manovra.

Il governo resta convinto di poter convincere l’Unione europea della bontà del proprio programma, ma i rischi iniziano a farsi concreti.

FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI
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Tria: stime dell’Ue in contrasto con quelle del governo

Lo stesso Tria ha voluto commentare le stime dell’Ue sulla crescita dell’economia italiana: “Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un’analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell’andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall’Italia”.

Il debito mette a rischio l’economia e le banche

Dalla Commissione europea fanno sapere che in Italia, alla luce del consistente debito, i dubbi sulla stabilità finanziare potrebbero tradursi in un fardello insostenibile per l’economia del paese. L’invito, neanche tanto celato, è quello di rivedere la bozza programmatica della legge di bilancio a mandare segnali concreti alla Commissione europea.

ultimo aggiornamento: 08-11-2018

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