Eseguita la prima condanna a morte di un afroamericano nell’era Donald Trump. Proteste all’esterno del carcere.

WASHINGTON (STATI UNITI) – E’ stata eseguita nella notte italiana tra il 24 e il 25 settembre 2020 la prima condanna a morte di un afroamericano nell’era Donald Trump.

A subire l’iniezione letale è stato un uomo di 40 anni, accusato di aver ucciso una coppia di sposini il 21 giugno 1999. Dopo l’arresto è iniziato il lungo percorso giudiziario che ha portato ad una condanna a morte nella prigione governativa di Terre Haute, in Indiana.

Proteste all’esterno del carcere

Prima dell’esecuzione un gruppo di persone si è riunito fuori dal carcere per protestare contro la pena di morte. “E‘ un uomo nuovo, non è più il ragazzo di prima“, aveva detto la madre a poche ore dall’iniezione fatale.

Un appello che non ha fatto cambiare idea ai giudici americani. La morte del 40enne è avvenuta davanti alla madre e alla sorella. Una vicenda destinata a far discutere negli Stati Uniti visto che gli altri partecipanti a questo omicidio sono stati rilasciati.

Solo mio figlio e un altro hanno avuto la pena capitale – ha attaccato il genitore del 40enne – tutti gli altri sono stati rilasciati“.

Donald Trump
Donald Trump

L’omicidio

L’omicidio risale al 21 giugno 1999 a Killeen, in Texas. Il 40enne insieme ad altri suoi amici andavano alla ricerca di persone da rapinare e, quel giorno, nel loro mirino è finita una coppia di sposini profondamente religiosa. Dopo essere caduti nella loro trappola, i due sono stati rapinati e chiusi nel bagagliaio con i giovani che sono andati ad acquistare il cibo con i soldi rubati alle vittime.

La serata si è conclusa con l’omicidio perché la coppia li aveva visti in faccia. Un omicidio che ha portato al fermo dei responsabili. E, secondo le ricostruzioni, a sparare ai due sarebbe stato proprio Vialva. Una accusa che ha portato condanna a morte.

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condanna a morte cronaca Donald Trump Stati Uniti

ultimo aggiornamento: 25-09-2020


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