Primavera, Gattuso: “Voglio vedere il veleno. Kessié è più forte di me”

Prima giornata di campionato per i giovani rossoneri guidati da Rino Gattuso. Ecco la conferenza stampa del tecnico in vista del match con il Sassuolo.

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Prima vigilia da allenatore della Primavera rossonera per Gennaro Gattuso. Domani, infatti, il baby-Milan comincerà la stagione sul campo del Sassuolo. In vista del match, l’ex centrocampista milanista ha parlato in conferenza stampa: “Sono molto soddisfatto per come è andato questo primo mese e mezzo – ha dichiarato Rino – è un divertimento per me allenare giocatori così giovani, mi trovo bene. Quando entri a Milanello sei un privilegiato. È un piacere lavorare con questi ragazzi, sono un bel gruppo. In questi anni è stato fatto un ottimo lavoro. Abbiamo cambiato un po’ gli allenamenti, sono aumentati i carichi di lavoro. Voglio che la squadra giochi come reparti e non come singoli”.

Primavera Milan, i rossoneri sul campo del Sassuolo

Nel corso dell’intervista, Gattuso ha parlato anche del nuovo Milan di Vincenzo Montella: “È una squadra di qualità, ai tempi di Ancelotti arrivavano tanti giocatori di qualità ogni estate. Rivedo quegli anni lì, quando di incontristi ne arrivavano pochi. Io e Montella abbiamo un ottimo rapporto quotidiano. Parliamo di tutto, mi invita spesso a vedere gli allenamenti, ma non voglio disturbare. Franck Kessié? Fisicamente fa paura, fa più gol di me. È più forte di me, è un grande acquisto. Musacchio mi ha chiesto una foto qualche giorno fa. E anche Calhanoglu”.

Tornando alla sua primavera, Rino si è soffermato sugli obiettivi stagionali: “La cosa più importante è vedere questi ragazzi crescere sia dal punto di vista mentale che su come stanno in campo. Spero fra cinque o sei mesi di poter vedere che la testa di questi ragazzi è cambiata un po’. Se vedo il veleno e se danno tutto in campo li faccio giocare, indipendentemente dal nome e dall’età. Mi dispiace aver tolto qualche giocatore alla categoria prima di noi. Emozioni? Ho il solito formicolio alla pancia. C’è sempre voglia e ansia della partita, non conta il ruolo. Fa parte del mio carattere. Io non vedo l’ora che arrivi la gara di domani”.