Penelopegate, ex premier francese Fillon condannato a 5 anni

Penelopegate, ex premier francese Fillon condannato a 5 anni

L’ex premier Fillon è stato condannato a 5 anni per il Penelopegate.

PARIGI (FRANCIA) – L’ex premier francese Francois Fillon è stato condannato a cinque anni di carcere (tre sospesi) per lo scandalo Penelopegate.

Al primo ministro dell’era Sarkozy è stato contestato di essersi appropriato indebitamente di fondi pubblici nell’ambito dello scandalo dell’assunzione della moglie Penelope che non ha permesso al politico transalpino di battere Emmanuel Macron nelle presidenziali del 2017. Una condanna arrivata al termine di un lungo processo che ha visto coinvolti anche la moglie di Fillon e i figli a tre anni di carcere.

La sentenza

La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Parigi nella giornata di lunedì 29 giugno 2020. “La signora Fillon – hanno detto i giudici citati da La Repubblicaè stata assunta per una posizione del tutto inutile e gli stipendi ricevuti sono largamente sproporzionati al lavoro realmente svolto“.

Sul banco degli impuntati oltre alla moglie dell’ex premier anche i due figli che sono stati condannati a tre anni per complicità. Una decisione arrivata in extremis dopo che il Tribunale ha rifiutato la richiesta dei legali di Fillon di rimandare la sentenza per forti pressioni denunciare da un esponente della Procura. La famiglia dell’ex primo ministro è stata condannata anche a rimborsare 1 milione di euro all’Assemblea Nazionale.

Tribunale

Ricorso in appello

Una vicenda giudiziaria che non è finita qui con la famiglia Fillon che ha annunciato la propria intenzione di ricorrere in Appello per cercare di ottenere uno sconto della pena.

Toccherà quindi ai giudici di secondo grado valutare la posizione delle persone coinvolte in questa vicenda. Uno scandalo che non ha permesso all’ex primo ministro dell’era Sarkozy nel 2017 di ottenere la presidenza con Macron che ha vinto senza particolari problemi. Ora per Fillon una condanna a cinque anni. Tre per moglie e figli accusati di essere complici in questa appropriazione indebita di fondi.