Il processo sulla morte di Davide Trentini. Welby e Cappato assolti anche in appello: “Il fatto non sussiste”.

MASSA CARRARA – Il processo di primo grado sulla morte di Davide Trentini si è concluso con l’assoluzione di Mina Welby e Marco Cappato perché “il fatto non sussiste“. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Massa a distanza di tre anni dal decesso del 53enne in una clinica svizera.

Il primo processo per le morte di Davide Trentini

Nella mattinata di lunedì 27 luglio 2020 il procuratore, come riportato dal Corriere della Sera, aveva chiesto 3 anni e 4 mesi di carcerecon tutte le attenuanti generiche perché credo ai loro nobili intenti. E’ stato compiuto un atto anche nell’interesse di Trentini, a cui mancavano i presupposti che lo rendano lecito“. I giudici hanno chiuso il processo con l’assoluzione di Welby e Cappato perché “il fatto non sussiste“.

La Procura presenta ricorso

La Procura ha deciso di ricorrere in Appello contro la decisione della Corte d’Assise di Massa Carrara. “Il reato di aiuto al suicidio sussiste – aveva detto in Aula il pm – ma credo ai nobili intenti degli imputati. E’ stato compiuto un atto nell’interesse di Davide Trentini, a cui mancano i presupposti che lo rendano lecito“.

Il processo d’appello

Nel processo di appello il Pg di Genova ha chiesto l’assoluzione per i due imputati a processo per la morte di Davide Trentini. Una richiesta accettata dalla Corte d’Appello.

C’è in gioco la libertà delle persone di poter scegliere, alla fine della propria vita se in condizioni di sofferenza insopportabile di malattia, di terminare la propria sofferenza. Il parlamento italiano non si assume la responsabilità di una decisione e quindi l’unica aula dove si discute è quella del tribunale“, ha dichiarato Cappato a margine del processo.

Tribunale
Tribunale

La vicenda

La morte di Davide Trentini risale al 2017 quando il 53enne di Massa si è recato in Svizzera insieme a Welby e Cappato per il suicidio assistito. Il giorno dopo il decesso è arrivata l’autodenuncia dei due imputati che sono finiti davanti al Tribunale di Massa.

Prima della requisitoria, il procuratore aveva chiesto la possibilità di una nuova perizia per dimostrare che gli aiuti quotidiani ricevuti da Trentini erano equiparabili alle macchine per la respirazione. Una richiesta respinta anche se alla fine i giudici hanno deciso per l’assoluzione di Welby e Cappato. E difficilmente ci sarà il ricorso in secondo grado da parte dell’accusa.


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