Novità nel caso della profanazione della tomba di Pamela Genini: Francesco Dolci si è affidato all’ex Generale dei Ris Luciano Garofano.
Il caso della profanazione della tomba di Pamela Genini, la ventinovenne fotomodella originaria di Brembilla uccisa a coltellate a Milano ad ottobre 2025 dal suo ex compagno Gianluca Soncin, e sul quale è stato fatto, di recente, anche un importante esperimento, entra in una fase cruciale. Al centro dei riflettori investigativi c’è Francesco Dolci, imprenditore edile di 41 anni di Sant’Omobono Terme, anch’egli ex fidanzato e amico della vittima, attualmente unico indagato dalla Procura di Bergamo per i reati di vilipendio di cadavere e violazione di sepolcro.

Profanazione tomba Pamela Genini: la mossa di Francesco Dolci
Secondo l’ipotesi degli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi, sussisterebbe un corposo quadro indiziario a carico dell’imprenditore Dolci, ritenuto il presunto responsabile della violazione del loculo avvenuta lo scorso marzo 2026 nel cimitero di Strozza, da cui è stata asportata la testa della giovane Pamela. Per rispondere alle accuse e dimostrare la propria totale estraneità, Dolci – assistito dalle legali Eleonora Prandi e Isabella Colombo – ha scelto di affidarsi all’esperienza di Luciano Garofano, generale in congedo ed ex comandante del Ris di Parma.
L’evoluzione del caso e la scelta di Dolci
La nomina di Garofano come consulente tecnico di parte coincide con l’avvio ufficiale degli accertamenti biologici e dattiloscopici irripetibili presso i laboratori del Ris. Sotto la lente degli specialisti ci sono i reperti sequestrati a Dolci dai Carabinieri di Bergamo e Zogno, tra cui un capello rinvenuto nella botola del loculo, tamponi eseguiti sulla bara, un lenzuolo prelevato dall’auto dell’indagato e un coltello con relativo fodero.
Mentre i primi riscontri genetici preliminari sono risultati negativi, l’analisi del materiale informatico e dei telefoni prosegue. Dolci professa con fermezza la propria innocenza, sostenendo di essere vittima di un tentativo di intimidazione volto ad azzittirlo. Spetterà ora anche alle valutazioni scientifiche del generale Garofano fare chiarezza su un mistero che ha profondamente scosso l’opinione pubblica.