Il ministro del Lavoro rivela che sul tavolo c’è una proposta che tiene assieme vari problemi del lavoro.

In un’intervista a La Stampa Andrea Orlando, il ministro del lavoro e delle politiche sociali del Pd annuncia che sta lavorando ad una proposta che mette insieme tutti i punti che affliggono il lavoro in Italia: lavoro povero, retribuzioni basse e salario minimo. Su questi temi, il ministro dem si dice meravigliato del fatto che mentre negli altri paesi europei “si sono date risposte molto diverse a seconda delle tradizioni sociali e sindacali” in Italia invece si è “aperta una discussione a botte di slogan”.

Il ministro Orlando crede che questo approccio rischia di produrre ulteriori danni. Per lui “i salari si sostengono con la riduzione del cuneo fiscale, una misura che risolve il problema in parte, perché ora c’è anche un problema di adeguamento, evitando cioè che la riduzione fiscale sia rapidamente mangiata dall’inflazione” spiega il ministro del lavoro. Inoltre, chiarisce che questo taglio del cuneo non andrebbe ad impattare il lavoro povero che è generato da cattivi contratti, tra l’altro.

Andrea Orlando
Andrea Orlando

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Orlando ammonisce: Non bisogna confondere i temi reali con il confronto politico

Questi tre problemi per Orlando vanno tenuti insieme perché il problema salariale è esploso dopo la ripresa dell’inflazione. La proposta del ministro è: “facciamo derivare il salario minimo dai contratti”. Nel frattempo Orlando è in attesa che la maggioranza sciolga il nodo su salario minimo o no. Sono molti i nodi in stallo in questo momento in Parlamento e il ministro parla anche della questione 5 stelle.

Orlando non fa misteri dice esplicitamente che anche se nessuno tirerà la corda per romperla, la corda si spezzerà da sola prima o poi. “Anche non volendo ad un certo punto le cose possono precipitare. Il rischio dell’incidente esiste”. Il ministro però nonostante non voglia rinunciare al confronto e al dialogo sottolinea che bisogna stare attenti ai temi reali del paese. “Altrimenti si rischia non solo di mettere a repentaglio la stabilità, ma la credibilità stessa delle istituzioni.

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ultimo aggiornamento: 07-07-2022


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