Dopo la morte della giovane Mahsa Amini, la protesta delle donne si sono alimentate con il conseguente arresto di 1.200 persone.

Il regime degli ayatollah, dopo l’uccisione della giovane Mahsa in caserma, si è tirata contro tutta l’ira funesta delle donne che protestano in suo onore. Da dieci giorni è in atto la più grande protesta in cui numerose donne si taglia i capelli e brucia il proprio hijab, provocando la violenta risposta della polizia che continua ad arrestare ed uccidere i protestanti.

bandiera Iran
bandiera Iran

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Proteste e arresti

Dopo la morte in caserma di Mahsa Amini, la giovane accusata di aver indossato male il velo, in Iran è iniziata un’accesa protesta contro il regime degli ayatollah. Tra i ribelli soprattutto donne che si filmano mentre bruciano il loro hijab o se lo levano dal capo. Anche il calciatore Zobeir Niknafs si unisce a loro, pubblicando sui social un video in cui si rasa i capelli.

La repressione violenta della polizia contro le proteste causa ogni giorno, da dieci giorni, numerose vittime e feriti. Gli arresti sono arrivati a 1.200 e i manifestanti uccisi sono 76, secondo il gruppo fondato da esuli iraniani, Iran Human Rights.

Tra gli arrestati, la coraggiosa giornalista Nilufar Hamedi e la fotoreporter Yalda Moaiery, resa famosa da una foto iconica delle proteste del novembre 2019. A fare ancora notizia è il gesto di non indossare il velo di Christiane Amanpour davanti al presidente Raisi. Arrestati anche l’attivista Hossein Ronaghi e i suoi avvocati, e il regista iraniano Asghar Farhadi che su Istagram ha postato il suo sgomento per le violenze.

La portavoce dell’Alto commissario Onu per i diritti umani, Ravina Shamdasan, ha dichiarato che molti protestanti sono stati picchiati, feriti e anche uccisi. “Siamo molto preoccupati per la risposta violenta delle forze di sicurezza alle proteste”, ha aggiunto.

Mentre durante la notte le donne protestavano sventolando i loro hijab e bruciandoli nei falò, la polizia ha sparato proiettili di gomma e proiettili veri, usato i manganelli e scatenato i cannoni ad acqua. Le proteste sono aumentate dopo l’uccisione, domenica, di Hadith Najafi, la “ragazza con la coda”

Mentre il ministro degli esteri Hossein Amir Abdollahian afferma che “in Iran c’è una piena democrazia”, il suo portavoce Nasser Kanani si scaglia contro Occidente e Stati Uniti “che affermano di essere sostenitori del diritto del popolo iraniano dovrebbero lasciare i loro slogan falsi e squallidi e porre fine alle loro sanzioni tiranniche e disumane contro l’Iran”.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 27-09-2022


Inghilterra: pronto monogramma di re Carlo III

Finlandia chiude i confini per i russi in fuga dalla mobilitazione