Proteste in Sudafrica dopo la condanna dell’ex presidente Jacob Zuma. Esercito in strada per contenere la violenza.

JOHANNESBURG (SUDAFRICA) – Proteste in Sudafrica dopo la condanna dell’ex presidente Jacob Zuma. La sentenza della Corte Suprema a 15 mesi di reclusione per corruzione ha portato in strada diverse persone contro la decisione militare.

La risposta del governo è arrivata con le forze armate per contenere questa ondata di violenza. Il primo bilancio, riportato da La Repubblica, è di oltre 40 morti e più di 700 arresti. Numeri destinati ad aumentare nelle prossime settimane visto che le proteste non sembrano essere destinate a fermarsi in poco tempo.

Il portavoce della polizia: “Si tratta dell’azione di criminali e opportunisti”

Una ondata di proteste che in Sudafrica non si era mai vista. “Raramente sono successi episodi simili“, il commento del presidente Cyril Ramaphosa in un discorso alla nazione andato in diretta televisiva. Da cinque giorni l’esercito è in strada per cercare di mettere fine a questa manifestazione. “Si tratta dell’azione di criminale e opportunisti“, hanno spiegato dalla polizia.

Le polemiche, però, non mancano. L’opposizione ha chiesto al Governo di ritirare l’esercito e impegnarsi con “un intervento politico” per mettere definitivamente fine alle proteste. Le manifestazioni, però, sembrano essere destinate a continuare anche in futuro.

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Polizia manifestazione
Polizia manifestazione

Il bilancio

Il bilancio provvisorio di oltre 40 morti e 700 arresti. Le autorità locali, come riportato da La Repubblica, hanno parlato di 39 decessi avvenuti nella provincia di Kwazulu-Natal durante gli scontri e i saccheggi delle scorse ore. A questo numero bisogna aggiungere i 6 di Johannesburg.

Il rischio di avere delle cifre più alte nei prossimi giorni è concreto. Le proteste, infatti, non sembrano essere destinate a placarsi in pochi giorni e da parte del Governo non c’è nessuna intenzione di fare passi indietro sulla decisione di far intervenire l’esercito per contenere la violenza degli ultimi gorni.


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