L’ergastolo di Kavala ha scatenato disordini in Turchia, ma Erdogan difende la decisione.

Manifestazioni e proteste in tutta la Turchia per la condanna all’ergastolo all’attivista Kavala. L’oppositore di Erdogan è stato condannato al carcere a vita e il presidente turco difende questa decisione del tribunale di Istanbul. Le proteste sono iniziate nelle grandi città di Istanbul, la capitale Ankara e Smirne e in altre 16 province. La popolazione turca si ribella alla sentenza ai danni di Osman Kavala di ergastolo aggravato per “tentativo di rovesciare il governo” a causa del suo sostegno alle proteste anti governative scoppiate nel parco Gezi di Istanbul del 2013.

Kavala è un filantropo e attivista per i diritti umani e delle minoranze in Turchia, fervente oppositore del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che lo ha sempre considerato una minaccia. Molti diplomatici occidentali si sono opposti al suo arresto l’anno scorso e hanno chiesto il rilascio. Ma Erdogan ha minacciato l’espulsione di questi diplomatici rischiando di creare un incidente diplomatico tra Turchia e l’Occidente.

Santa Sofia Istanbul
Santa Sofia Istanbul

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Erdogan contro l’attivista sfida l’Occidente

Anche la decisione dell’ergastolo ha trovato l’opposizione da parte dell’Occidente. Amnesty International, gli Usa e deputati europei hanno contestato la sentenza del tribunale turco ritenendola ingiusta. La Germania invece ha chiesto l’immediato rilascio di Kavala. Per Erdogan invece l’attivista turco è “l’uomo di Soros” e difende la sentenza sfidando apertamente l’Occidente e il Consiglio d’Europa di cui fa parte.

Nel 2019, infatti, la Cedu, Corte europea per i diritti umani organismo del Consiglio d’Europa, aveva dichiarato la detenzione di Kavala “un abuso” senza alcuna base solida e che ha come obiettivo quello di produrre “un effetto dissuasivo sui difensori dei diritti umani”. Questa mancata osservazione della decisione della Cedu potrebbe portare sanzioni al governo autocratico di Erdogan ma ancora una volta l’Occidente indugia per paura che la Turchia possa trovarsi nella stessa situazione della Russia di Putin e uscire dall’istituzione e prendere le parti “sbagliate” in questo conflitto in corso.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 28-04-2022


In Italia, il cognome del padre ai figli non sarà più automatico

Il mistero Abramovich: l’oligarca che tenta la mediazione con l’Occidente