Catalogna, Puigdemont non convoca le elezioni e va contro l’articolo 155

A meno di una settimana dalla decisione di Rajoy di applicare l’articolo 155 e sciogliere il parlamento della Catalogna, Carles Puigdemont ha rifiutato di convocare le elezioni. Attesa la dichiarazione di indipendenza.

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BARCELLONA – Lo storico e drammatico processo intrapreso dalla Catalogna per arrivare all’indipendenza vede la presa di posizione di Carles Puigdemont, presidente della Generalitat: “Avrei indetto le elezioni se vi fossero state le garanzie, ma queste garanzie da parte di Madrid non ci sono. L’applicazione dell’articolo 155 è abusiva e ingiusta, non accetto le misure che il governo di Madrid ha adottato“. La decisione da parte del Governo di Madrid di applicare l’articolo 155 prevede infatti la facoltà di sciogliere il Parlamento catalano e di convocare nuove elezioni entro sei mesi.

La pressione degli indipendentisti

Sul numero uno della Catalogna si sono registrate forti pressioni da parte degli indipendentisti. Poche ore fa era trapelata la notizia secondo cui Puigdemont avrebbe convocato le elezioni, cedendo di fatto a Madrid. Per alcune ore, molte decine di persone hanno protestato nei suoi confronti davanti al palazzo dell’esecutivo. Nel frattempo, la Consulta ha respinto il ricorso presentato dal governo catalano contro l’attivazione del commissariamento.

La posizione di Madrid

La vicepremier spagnola Soraya Saenz de Santamaria ha detto: “Il governo di Madrid e l’attivazione dell’articolo 155 contro la Catalogna per ristabilire l’esercizio dell’autogoverno catalano in un quadro costituzionale e tutelare l’interesse generale della Spagna. Vogliamo aprire una nuova fase basata sul rispetto della legge“. La vice di Rajoy ha ribadito che Puigdemont non ha dato risposta alla richiesta di chiarimenti sull’effettiva dichiarazione di indipendenza da parte del governo catalano.