Qatargate, libere la moglie e la figlia di Panzeri

Qatargate, libere la moglie e la figlia di Panzeri

La procura di Bruxelles ha deciso di rinunciare a chiedere l’estradizione di Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri.

La Corte d’Appello di Brescia ha revocato i domiciliari di Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri, moglie e figlia dell’ex eurodeputato agli arresti domiciliari in Italia dal 9 dicembre, dopo che anche i magistrati del Belgio hanno rinunciato a richiedere la loro estradizione. La nota arriva dall’Ufficio Istruzione di Bruxelles nel pomeriggio di ieri, mercoledì 25 gennaio.

Tribunale

Ritorno in libertà

Accusate di coinvolgimento nell’inchiesta di corruzione al Parlamento europeo, la moglie e la figlia di Antonio Panzeri (ex eurodeputato “pentito” dopo l’accordo firmato con il Belgio), sono state arrestate il 9 dicembre scorso, con l’accusa di associazione delinquere, corruzione e riciclaggio. Da allora le due donne sono rimaste ai domiciliari: Maria Dolore a Calusco d’Adda e Silvia in provincia di Milano.

Dopo lo sconto della condanna dell’ex eurodeputato, ridotta a cinque anni, si è pensato che anche sua moglie e sua figlia sarebbero tornate libere. Tuttavia, la Procura federale del Belgio ha deciso di rinunciare alla consegna delle due donne che sono state lasciate ai domiciliari. Ma oggi una nota dell’Ufficio Istruzione di Bruxelles comunica che entrambe torneranno libere.

Cosa succede per Antonio Panzeri?

L’ex eurodeputato invece al momento si troverebbe in carcere sotto custodia cautelare, in attesa della nuova udienza per il suo ricorso contro la misura. Accusato di essere stato tra le figure centrali nella rete di corruzione e finanziamenti illeciti che raccoglieva diversi esponenti del Parlamento europeo, Panzeri avrebbe confessato di aver versato tra i 120mila e i 140mila euro al collega socialista Marc Tarabella, secondo fonti di stampa.

Nelle ore scorse ha deciso di patteggiare con il Belgio per le sue implicazioni nello scandalo che ha travolto il Parlamento europeo e decide di impegnarsi a collaborare con le autorità belghe fornendo tutte le informazioni a sua disposizione sul Qatargate.