Quagliarella in lacrime racconta la verità sul suo addio al Napoli. I tifosi si scusano e si stringono attorno al “loro” numero 27

Queste le commoventi dichiarazioni di Fabio Quagliarella ai microfoni di Giulio Golia per le Iene: “Sono passato per l’infame della situazione e passarlo davanti alla propria gente fa male. Per cinque anni abbondanti sono stato vittima dello stalking. Ho sofferto per tanti anni per colpa di una persona, non so cosa gli sia passato per la testa. Raffaele Piccolo. Lo reputavo una persona di fiducia, era un poliziotto. Ricevevo lettere anonime con foto di bambine nude, c’era scritto che io avevo legami con la pedofilia, la camorra, la droga. Parliamo di centinaia di lettere. Arrivavano messaggi a mio papà in cui dicevano che ero in giro e che mi avrebbero spezzato le gambe. Uscivi di casa e ti sentivi minacciato. Non sapendo chi fosse lo stalker guardavi gli altri con sospetto. Le indagini le svolgeva proprio Raffaele Piccolo. Mi ripeteva sempre ‘ci siamo quasi’, ‘lo stiamo per beccare’. Neanche i miei fratelli sapevano che ricevevo queste lettere. Le lettere le mandava anche alla società del Napoli. Ricordo che ero in Svezia con la squadra, dovevamo giocare, poi mi chiamarono e mi dissero che non avrei giocato perché sarei stato venduto. Io mi immaginavo capitano del Napoli, immaginavo di poter vincere qualcosa. Se non ci fosse stata questa vicenda io sarei rimasto a Napoli, sarei ancora lì. Questa storia ha segnato la mia carriera, la mia carriera con il Napoli. Il sospetto che potesse essere Raffaele il colpevole venne a mio padre. Le denunce che abbiamo esposto non sono mai state consegnate in Questura da Raffaele Piccolo. Se mi richiamasse il Napoli? Sarebbe bello, anche solo se ci dovessero pensare. Quando mi guardo indietro vedo come se ci fosse un qualcosa di incompiuto, come quando arrivi davanti alla porta e ti tolgono il pallone.

Immediate le scuse da parte della tifoseria del Napoli che sui social ha mostrato il proprio appoggio, il proprio sostegno e la propria stima per l’uomo e il giocatore. E ora rivederlo con la maglia del Napoli sarebbe un sogno.


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