Dai 2 milioni di dollari di Super Mario Bros. a Super Mario 64 oltre quota 1,56 milioni: il mercato dei videogiochi da collezione cresce.
Per anni sono rimasti chiusi in cassetti, scatoloni o vecchie librerie, trattati come semplici ricordi di un’infanzia passata tra console, cartucce e pomeriggi infiniti davanti alla TV. Oggi, però, alcuni di quei titoli sono entrati in un’altra dimensione: quella dei collezionabili di altissimo valore. E il nome che colpisce più di tutti è sempre lui, Super Mario. Non perché ogni copia valga una fortuna, ma perché gli esemplari giusti, nelle condizioni giuste, hanno raggiunto cifre che fino a pochi anni fa sembravano impensabili.
Il caso più clamoroso resta quello di una copia sigillata di Super Mario Bros. venduta per 2 milioni di dollari attraverso Rally nell’agosto 2021. Pochi giorni prima, un’altra pietra miliare del collezionismo videoludico aveva fatto parlare tutto il mondo: una copia di Super Mario 64 era stata battuta da Heritage Auctions per 1,56 milioni di dollari, stabilendo allora il record assoluto per un videogioco. Non si trattava di giochi “vecchi” e basta, ma di esemplari conservati in modo eccezionale, ancora sigillati e sottoposti a valutazioni professionali.

Perché alcune copie di Super Mario valgono così tanto
Il punto è tutto qui: il valore incredibile non nasce solo dalla nostalgia, ma dalla combinazione tra rarità, stato di conservazione e certificazione. Nel mercato del collezionismo, una copia aperta, usata o rovinata non gioca nello stesso campionato di un esemplare sigillato e gradato. È per questo che il settore si è strutturato sempre di più attorno al grading, cioè alla valutazione tecnica del prodotto, che serve a stabilire autenticità, condizioni e livello collezionistico.
Anche il contesto globale spiega bene perché questi numeri stiano attirando così tanta attenzione. Secondo Grand View Research, il mercato mondiale dei collectibles è stato stimato in 320,3 miliardi di dollari nel 2025 e viene proiettato a 535,5 miliardi entro il 2033. In questo scenario, il videogioco sta smettendo di essere solo un oggetto nostalgico per diventare un bene da collezione sempre più riconosciuto.
L’Europa si muove e guarda ai videogiochi come beni da collezione
Questo cambio di passo si vede anche in Europa. In Italia, The Games Market si presenta come realtà certificata ISO 9001 da Bureau Veritas e propone servizi di grading dedicati ai videogiochi, inclusi controlli avanzati come la tecnologia a raggi X indicata sul proprio portale. Nelle scorse settimane ha inoltre lanciato, insieme ad Allegrini Arte e Meeting Art, quella che è stata presentata come la prima asta europea di videogiochi certificati, con 50 lotti e una base complessiva superiore a 35 mila euro.
Ed è proprio questo il punto più interessante: non basta più dire “ho una vecchia copia di Super Mario”. Oggi conta sapere quale versione è, in che stato si trova e se può essere certificata. Perché tra una cartuccia qualunque e un pezzo da collezione capace di accendere un’asta internazionale, la differenza può essere enorme. E in certi casi, davvero, può arrivare fino a 2 milioni di dollari.