Quirinale 2022 – Salvini il grande sconfitto, Renzi da 6: le pagelle dei leader

Quirinale 2022 – Salvini il grande sconfitto, Renzi da 6: le pagelle dei leader

Salvini gravemente insufficiente, Renzi strappa il 6, Meloni coerente: le pagelle dei leader protagonisti della corsa a Quirinale.

Visto che i voti si danno alla fine, abbiamo atteso la fumata bianca prima di stilare le pagelle dei leader politici che hanno preso parte alla partita per il Quirinale che si è conclusa con la rielezione di Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica uscente al quale è stato chiesto di restare al Colle. E già la conclusione della storia qualche indizio lo fornisce sulla partita che hanno giocato i leader dei partiti, messi alle strette dai grandi elettori. Il Mattarella bis nasce infatti dalla pancia del Parlamento, che ha messo i vari Salvini, Conte, Letta e gli altri alle strette.

Quirinale, le pagelle dei leader che hanno giocato la partita dell’elezione del Presidente della Repubblica

Iniziamo da una doverosa premessa. La nostra analisi si limita ai leader nominali delle varie forze politiche. Anche se nei sei giorni di votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica abbiamo scoperto che esistono almeno 2 Pd, con Letta e Franceschini che non sempre hanno giocato la stessa partita, che la frattura tra contiani e dimaiani nel Movimento 5 Stelle rischia di diventare insanabile e che la Lega non è paragonabile per compattezza interna a Fratelli d’Italia.

Salvini, 4

Arriva all’elezione del Presidente della Repubblica alla guida della coalizione con più voti a disposizione. Non ha i numeri per eleggere il Capo dello Stato ma ha i numeri per fare la partita. Prova a tenere insieme la coalizione di Centrodestra (formata da Lega, FI e FdI) e la maggioranza di governo. Missione impossibile. Se ne rende conto presto ma non agisce di conseguenza. Resta nel limbo senza prendere una decisione, brucia un numero indefinito di candidati, rompe prima con Forza Italia e poi con Fratelli d’Italia. Si ritrova solo a pochi mesi dall’inizio della campagna elettorale. Alla fine accetta il Mattarella bis accettando la sconfitta ma provando a salire sul carro dei vincitori. Malissimo.

Conte, 4,5

Il leader del Movimento 5 Stelle non parte male, si muove con prudenza, lascia esporre gli altri leader con la consapevolezza di avere i numeri per fare la differenza. Poi escono i fedelissimi di Luigi Di Maio e lui si ritrova isolato. Dialoga con Salvini, assicura l’elezione di una Presidente donna e fa esporre anche Beppe Grillo che lancia il tweet Signora Italia #Belloni. Poi viene eletto Mattarella, che ha tantissime qualità ma evidentemente donna non è.

Letta, 6

Il Segretario del Pd lavora per la promozione di Draghi, capisce presto che lo scenario non è realizzabile. Il suo secondo nome è quello di Mattarella, l’unico profilo in grado di non spaccare la maggioranza di governo. Sarà eletto Mattarella.

Renzi, 6

Mette sul piatto pochi voti e ha poca voce in capitolo eppure i leader cercano la sua approvazione. Alla fine tutto si risolve con Draghi a Palazzo Chigi (che ha portato lui) e con Mattarella al Colle (che ha portato lui).

Meloni, 5,5

Paga il poco coraggio di Salvini ma dimostra di essere alla guida di partito compatto. Tutti fanno quello che dice lei, che alla fine ha il merito di entrare e di uscire con la stessa idea. Non sale sul carro dei vincitori e vota contro la rielezione di Mattarella in un gesto di estrema coerenza.

Berlusconi, 5,5

Tenta il colpaccio scendendo in campo in prima persona salvo poi fare macia indietro. A quel punto, in linea con il Berlusconi-pensiero, se il nuovo Presidente della Repubblica non può essere lui allora non deve esserlo nessuno. Cosa impossibile, ovviamente. O quasi. Con la rielezione di Mattarella non c’è un nuovo Presidente della Repubblica.

Matteo Salvini

La sconfitta della politica

Non ci sono dubbi sul fatto che la rielezione di Mattarella rappresenti la sconfitta della politica. La rielezione è nata dalla pancia del Parlamento e non dai grandi leader, messi all’angolo anche da Mattarella, che nel suo primo discorso non ha speso neanche una parola per i vari Salvini, Conte, Letta e compagnia votante.

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