Quirinale, il Centrodestra si tiene l’asso nella manica

Quirinale, il Centrodestra si tiene l’asso nella manica

Arrivati alla terza votazione, i big sono ancora in corsa per il Quirinale: il Centrodestra tiene coperta la carta Casellati ma potrebbe tentare un blitz.

Entrata nel vivo ormai da diverso tempo, la corsa al Quirinale arriva ad un vero e punto di svolta. La terza votazione. Si tratta dell’ultima votazione con il quorum alto, irraggiungibile in questo Parlamento. Dalla quarta votazione però le regole cambiano. Un colpo di mano ben fatto può portare nelle tasche il ricco piatto. Ossia l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Un’elezione non condivisa con l’altro schieramento. Un blitz, di fatto. Ma su chi? I leader del Centrodestra continuano a difendere i tre nomi presentati nella giornata del 25 gennaio, ma gli osservatori sostengono che l’asso nella manica sia Casellati, la Presidente del Senato, un profilo che metterebbe in difficoltà i giallorossi, che a quel punto dovrebbero motivare un veto sulla seconda carica dello Stato.

L’asso nella manica del Centrodestra è Casellati, il vero nome forte per il Quirinale

Voci di corridoio riferiscono che un sondaggio sul nome di Casellati ci sia stato. Un sondaggio soprattutto nel Misto e nel Movimento 5 Stelle. Sicuramente Salvini e il Centrodestra non possono correre il rischio di bruciare un nome così forte, quindi un tentativo potrebbe essere fatto solo se i numeri presunti sono convincenti. Il Centrodestra potrebbe calare l’asso in occasione della quarta o della quinta votazione. Intanto potrebbe portare avanti la trattativa con i giallorossi forzando la mano su Pera, Moratti e Nordio con la consapevolezza che la posizione di Conte, Speranza e Letta non cambierà. Di fatto una strategia conservativa.

Il nome di Casellati metterebbe evidentemente in difficoltà Conte, Letta e Speranza, i quali dovrebbero giustificare un veto sulla seconda carica dello Stato. Una posizione scomoda (per i giallorossi) che potrebbe regalare al Centrodestra il suo Presidente di riferimento culturale.

Resta da capire l’atteggiamento del Centrodestra in occasione delle prossime votazioni. Lega, Fdi e FI potrebbero abbandonare la strategia della scheda bianca ed indicare un nome sulla scheda almeno per iniziare a contarsi e mettere pressione a Pd, M5s e Leu. Fermo restando che la grande incognita è rappresentata dal Misto, che comunque mette in palio una quarantina di voti circa. Non briciole.

Elisabetta Alberti Casellati

Sul Colle aleggia ancora il nome di Mattarella

Dalla seconda votazione emerge anche un’indicazione importante. La crescita dei sostenitori di Mattarella. I voti per il Presidente in carica sono aumentati considerevolmente. Quasi a tenere aperta una via di fuga. Con l’emergenza sanitaria ancora in corso, con l’emergenza del caro bollette e con la crisi in Ucraina una strategia vincente potrebbe essere quella di lasciare tutto allo stato attuale delle cose, ossia Mattarella al Colle e Draghi a Palazzo Chigi. Certo, si dovrebbe convincere Mattarella a fare un passo indietro. Il Presidente ha già detto no all’ipotesi del secondo mandato, ma di fronte ad una richiesta unanime del Parlamento la situazione potrebbe cambiare. Di fatto la partita per il Colle sarebbe rinviata a tempi migliori.

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