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Colleen Stan: il rapimento della “ragazza nella scatola”
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Il rapimento di Colleen Stan: sette anni prigioniera e il terrore della falsa “Company”

polizia sirene spiegate scena del crimine

Colleen Stan fu rapita nel 1977 da Cameron Hooker e tenuta prigioniera per oltre sette anni. Minacce, isolamento e manipolazione psicologica le impedirono di fuggire fino al 1984.

Il 19 maggio 1977, la ventenne Colleen Stan stava facendo l’autostop nel nord della California quando accettò un passaggio da Cameron Hooker, dalla moglie Janice e dal loro bambino. La presenza della famiglia contribuì a farle ritenere sicura l’automobile. Poco dopo, Hooker la minacciò con un coltello e la sequestrò. Sarebbe rimasta sotto il suo controllo per oltre sette anni, fino all’agosto 1984.

Uomo incappucciato nell'oscurità che fa il gesto del silenzio con l'indice.
Sagoma di un uomo con cappuccio nell’ombra che fa segno di tacere. – newsmondo.it

Colleen Stan: il rapimento e la “scatola” sotto il letto

Nelle prime fasi della prigionia Stan venne bendata, ammanettata e immobilizzata; Hooker utilizzò anche una particolare scatola costruita per coprirle la testa. Quando la coppia si trasferì in una casa mobile nel 1978, l’uomo costruì sotto il proprio letto ad acqua un compartimento nel quale Colleen trascorreva gran parte delle giornate e delle notti. In altri periodi venne incatenata e sottoposta a ripetute violenze sessuali e fisiche.

La forma di controllo più efficace fu però psicologica. Hooker convinse Colleen dell’esistenza di una potentissima organizzazione chiamata “The Company”, capace di sorvegliarla ovunque e di uccidere lei o i suoi familiari qualora tentasse la fuga. Nel gennaio 1978 la costrinse anche a firmare un falso “contratto di schiavitù”. L’organizzazione non era mai esistita.

La manipolazione raggiunse un livello tale che nel 1981 Hooker permise a Stan di visitare per due giorni la propria famiglia a Riverside. In alcuni momenti rimase perfino sola con i parenti, ma non raccontò cosa stesse accadendo perché era convinta che la “Company” li avrebbe assassinati. Dal marzo 1981 al maggio 1984 tornò a vivere prevalentemente nel compartimento nascosto sotto il letto.

La fuga e i 104 anni di carcere

Nell’estate 1984, Janice Hooker iniziò a confidarsi con un pastore. Il 9 agosto rivelò finalmente a Colleen che la “Company” era un’invenzione di Cameron. Il giorno seguente, mentre Hooker era al lavoro, le due donne lasciarono la casa con i bambini. Colleen telefonò ai genitori e l’11 agosto partì in autobus per tornare dalla famiglia. Dopo sette anni, tre mesi e circa tre settimane, era libera.

Janice ottenne l’immunità in cambio della testimonianza contro il marito. Nel 1985 una giuria dichiarò Cameron Hooker colpevole di rapimento e numerosi reati sessuali. Il giudice gli inflisse pene per un massimo complessivo di 104 anni, definendo eccezionali la crudeltà e la pericolosità dimostrate. La condanna venne confermata in appello.

La vicenda è diventata nota come il caso della “Girl in the Box”. Un ordine di un tribunale federale del giugno 2025 descriveva Hooker come detenuto civile presso il Coalinga State Hospital, in attesa della definizione di un procedimento previsto dalla normativa californiana sui Sexually Violent Predators. Ciò significa che, terminata la fase penitenziaria della sua pena, la sua eventuale liberazione è rimasta oggetto di un distinto procedimento civile sulla pericolosità sessuale.

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ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2026 12:05

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