Il report dell’Ocse sull’Italia: “La crisi rischia di far calare ulteriormente i tassi di occupazione”.

ROMA – E’ stato pubblicato un nuovo report dell’Ocse sull’Italia. “La crisi rischia di far calare ulteriormente i tassi di occupazione e di rafforzare le diseguaglianze – si legge nel documento, riportato dall’Ansasoprattutto per chi ha uno scarso livello di competenze e un basso livello di formazione continua […]. Un’offerta efficace di istruzione, servizi pubblici di promozione dell’impiego e politiche di attivazioni e servizi in materia di istruzione, può contribuire a mitigare i divari tra domanda e offerta di competenze e lavoro […]“.

L’Ocse sulla pubblica amministrazione

Nel report l’Ocse ha precisato che “la priorità per favorire la ripresa dell’Italia è rappresentata dalla promozione dell’efficienza della pubblica amministrazione, principalmente nell’ottica di migliorare la gestione degli investimenti pubblici e rendere, al contempo più efficaci l’assegnazione e il coordinamento dei compiti di attuazione delle varie politiche tra i diversi livelli di governo. Passaggi chiave, questi ultimi, per un efficace utilizzo dei fondi del Recovery e per la piena realizzazione dei vantaggi attesi dalle previste riforme strutturali“.

Soldi euro
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“Rimuovere i vincoli legati al telelavoro”

Tra i suggerimenti avanzati dall’Ocse c’è quello di “rimuovere i vincoli legati al telelavoro”. “Per favorire produttività e innovazione – si legge ancora – si suggerisce di rimuovere i vincoli per favorire l’installazione più rapida di infrastrutture per le telecomunicazioni. Ma anche sensibilizzare i manager e accrescere il loro livello di competenze per favorire la diffusione delle tecnologie, l’innovazione e un migliore utilizzo del personale“.

Tutte indicazioni che sono state apprese dal ministro Franco. Il titolare dell’Economia, infatti, ha preso parte a questa presentazione e ribadito l’impegno del Governo per sostenere le famiglie e le imprese almeno fino al termine dell’anno. Una situazione economica in Italia molto critica e le proteste degli ultimi giorni sono state una conferma.


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