Rating italia: dove si consulta e come e è calcolato?

Tutto quello che c’è da sapere sul Rating Italia: cos’è, come funziona, dove è possibile consultarlo e come viene calcolato…

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Gli accordi di Basilea II hanno introdotto sul mercato finanziario il rating, ossia un valore che viene all’impresa prima di procedere alla richiesta di credito come azienda o cliente privato. Questo valore, rating italia, consente di valutare in maniera anticipa il grado di rischio nel caso in cui non venga saldato il capitale.

Come calcolarlo?

Come è possibile calcolare il rating italia? Generalmente questo indicato di solvibilità viene calcolato in maniera automatica dalla banche (rating bancario) oppure da cosiddette agenzie di rating. Si tratta di due operatori distinti che adoperano durante il loro calcolo dei metodi e metri di giudizio differenti per alcuni versi. Per calcolare il rating bisogna subito chiarire che si tratta di una procedura completa che cambia anche a seconda dell’agenzia di rating. Generalmente l’operazione prende in considerazione una serie di parametri economico-finanziari, ma anche di natura gestionale ed organizzativa. Si procede a valutare la natura economico – finanziaria dell’azienda, ma anche l’analisi del settore di appartenenza e della singola capacità di management e credibilità sul mercato.

Dove si consulta?

Stando alle ultime analisi del rating italia, la S&P Global ha confermato un valore simbolico BBB con outlook stabile. Ma non finisce qui…considerando il Def (documento di economia e finanza) deliberato dal Consiglio dei Ministri, il governo italiano ha preannunciato un possibile aumento del Pil reale dell’1,1%. Un aumento preannunciato anche per il 2018. Si tratta di valori considerati anche dalla agenzie di rating che concordano sulla possibile riprese del mercato economico in Italia. Le previsioni, infatti, parlano chiaro: un rialzo del Pil dello 0,9% e del 1-1,2% nel prossimo biennio 2018-2020. Un aumento delle quotazioni rating che lasciano presagire per S&P la possibilità che il debito pubblico rimanga generalmente stabile al 131% del Pil, un valore considerato da allarme rosso!certificato_unicasim