La maggioranza è al lavoro per definire gli ultimi dettagli sul reddito di cittadinanza: dalla stretta sugli stranieri a quella sui divorzi.

ROMA – Manca ormai sempre meno al via ufficiale del reddito di cittadinanza. La maggioranza in questi giorni è al lavoro al Senato per definire gli ultimi dettagli sul decretone che a breve sarà presentato a Palazzo Madama. Al centro della discussione tra M5s e Lega la questione migranti.

Secondo l’ultimo emendamento approvato il profugo per accedere al bonus dovrà presentare una certificazione di reddito e patrimonio e del nucleo familiare rilasciata dallo Stato di provenienza. Il tutto tradotta in Italia e con l’assenso dell’Autorità consolare italiana.

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Reddito di cittadinanza, la stretta sui divorzi

Non solo gli stranieri, nella giornata di ieri era stata approvato un emendamento per dare la caccia ai ‘furbetti‘ del divorzio. Tutti coloro che si sono separati dopo il 1° settembre 2018 nel richiedere l’accesso al reddito di cittadinanza devono presentare un certificato in cui si dice che non si risiede più nello stesso appartamento. A questo deve essere allegato il verbale della polizia municipale.

Reddito di cittadinanza e decretone, la Lega ritira diversi emendamenti

Il decretone è atteso nei prossimi giorni in Senato. Per accelerare un po’ i tempi – riporta l’ANSA – la Lega ha deciso di ritirare un po’ di emendamenti. Diverse le proposte tolte tra cui i diversi paletti al reddito, il limite ai rinnovi del beneficiario, lo stop al doppio incentivo per chi assume al Sud l’aumento a 36 ore sei servizi socialmente utili per chi ha beneficio.

La scelta da parte del Carroccio ha portato anche il M5s a ritirare alcune proposte. I grillini hanno deciso di eliminare le sanzioni, la scala di equivalenza e la platea per il riscatto della laurea. Non è escluso che questi emendamenti vengano inseriti nei prossimi decreti.


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